Fondato nel 2005 dal giornalista ecuadoriano Rolando Ortega, oggi è stampato in 20 mila copie e distribuito gratuitamente a Milano

di Filippo MAGNI
Redazione

Nel panorama delle riviste in lingua straniera a Milano, Mi Pais si è ricavato uno spazio significativo. «Siamo specializzati nella politica e nell’economia del Sudamerica – spiega il direttore, Ricardo Quiroga, milanese proveniente da Temuco, Cile – a differenza delle altre 10-12 pubblicazioni latinoamericane a Milano che puntano su gossip, spettacoli, eventi». Con qualche licenza, come sull’ultimo numero il racconto della visita di “miss Ecuador” alla comunità latina lombarda.
Nato nel 2005 per mano del giornalista ecuadoriano Rolando Ortega, oggi Mi Pais è stampato in 20 mila copie e distribuito gratuitamente a Milano (sede della redazione), Roma, Genova, Torino, Bergamo, Firenze, Perugia. È possibile trovarlo nei ristoranti, nei consolati, alle feste, insomma nei luoghi più frequentati dai latinos. Chi ha difficoltà a reperirlo, può visualizzarlo online al sito www.mipais.it.
«Il nostro giornale – prosegue Quiroga – è scritto in spagnolo ad eccezione di uno o due servizi per ogni numero, che sono pubblicati in italiano». È il caso degli articoli sul turismo, che mirano a far conoscere e apprezzare ai milanesi le bellezze della terra sudamericana.
Nel capoluogo lombardo la richiesta di informazioni su ciò che accade in America latina è alta: i migranti vogliono conoscere ciò che accade nei Pesi che hanno lasciato. «Non pensiamo però che questo desiderio sia un ostacolo all’integrazione», ammonisce il direttore. Che precisa: «I latini a Milano sono generalmente molto legati alle loro radici, ma cercano l’integrazione. Noi mangiamo italiano, parliamo italiano, i nostri figli frequentano le scuole locali e spesso – aggiunge senza nascondere l’orgoglio – sono tra i primi della classe».
Non mancano gli editoriali, su Mi Pais, che chiariscono ancor di più quanto l’ambientamento nella società italiana sia punto chiave per la vita dei latinos in Italia. Si parla del «nuovo volto della nazione», di una società che «vive in un continuo cambiamento», in cui tutte le persone stiano «come parte dell’unico corpo: l’Italia». Prendendo spunto dalle parole di Giovanni Paolo II «non abbiate paura», sul numero di luglio di Mi Pais il giornalista Vidal Silva auspica «una nuova coscienza del senso di appartenenza a un’Italia molto più ricca umanamente, di cui tutti siamo parte» e della necessità di «lavorare uniti e contribuire a costruirla». «In questo ambito – conclude il direttore Quiroga – anche Mi Pais può dare il suo piccolo apporto». Nel panorama delle riviste in lingua straniera a Milano, Mi Pais si è ricavato uno spazio significativo. «Siamo specializzati nella politica e nell’economia del Sudamerica – spiega il direttore, Ricardo Quiroga, milanese proveniente da Temuco, Cile – a differenza delle altre 10-12 pubblicazioni latinoamericane a Milano che puntano su gossip, spettacoli, eventi». Con qualche licenza, come sull’ultimo numero il racconto della visita di “miss Ecuador” alla comunità latina lombarda.Nato nel 2005 per mano del giornalista ecuadoriano Rolando Ortega, oggi Mi Pais è stampato in 20 mila copie e distribuito gratuitamente a Milano (sede della redazione), Roma, Genova, Torino, Bergamo, Firenze, Perugia. È possibile trovarlo nei ristoranti, nei consolati, alle feste, insomma nei luoghi più frequentati dai latinos. Chi ha difficoltà a reperirlo, può visualizzarlo online al sito www.mipais.it.«Il nostro giornale – prosegue Quiroga – è scritto in spagnolo ad eccezione di uno o due servizi per ogni numero, che sono pubblicati in italiano». È il caso degli articoli sul turismo, che mirano a far conoscere e apprezzare ai milanesi le bellezze della terra sudamericana.Nel capoluogo lombardo la richiesta di informazioni su ciò che accade in America latina è alta: i migranti vogliono conoscere ciò che accade nei Pesi che hanno lasciato. «Non pensiamo però che questo desiderio sia un ostacolo all’integrazione», ammonisce il direttore. Che precisa: «I latini a Milano sono generalmente molto legati alle loro radici, ma cercano l’integrazione. Noi mangiamo italiano, parliamo italiano, i nostri figli frequentano le scuole locali e spesso – aggiunge senza nascondere l’orgoglio – sono tra i primi della classe».Non mancano gli editoriali, su Mi Pais, che chiariscono ancor di più quanto l’ambientamento nella società italiana sia punto chiave per la vita dei latinos in Italia. Si parla del «nuovo volto della nazione», di una società che «vive in un continuo cambiamento», in cui tutte le persone stiano «come parte dell’unico corpo: l’Italia». Prendendo spunto dalle parole di Giovanni Paolo II «non abbiate paura», sul numero di luglio di Mi Pais il giornalista Vidal Silva auspica «una nuova coscienza del senso di appartenenza a un’Italia molto più ricca umanamente, di cui tutti siamo parte» e della necessità di «lavorare uniti e contribuire a costruirla». «In questo ambito – conclude il direttore Quiroga – anche Mi Pais può dare il suo piccolo apporto».

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