L'avvento di uno strumento d'avanguardia

di Marco DERIU
Redazione

I dati tecnici: 680 grammi di peso; 1,27 centimetri di spessore; schermo da 9,7 pollici modello iPhone; memorie da 16 a 64 Gb; costo da 499 a 829 dollari. Si parla dell’ultimo ritrovato multifunzionale della Apple, l’attesissimo tablet iPad presentato al mondo da Steve Jobs in persona, in commercio entro i prossimi due mesi.
Si tratta, in sostanza, di un apparecchio in cui si incrociano e si fondono le tecnologie dell’iPhone – il telefonino di ultima generazione – e del computer portatile, che dà la possibilità di navigare in Internet, vedere film e video in alta definizione, scaricare e ascoltare musica, gestire testi e immagini, inviare e ricevere posta elettronica, scrivere o impaginare contenuti diversi, ottimizzare le prestazioni dei software a disposizione sul mercato.
Fra le applicazioni più innovative, vi sono quelle che daranno ulteriori possibilità di sviluppo all’editoria elettronica, per leggere libri e sfogliare giornali con un tocco di dita sullo schermo interattivo dell’apparecchio. Grazie all’iBookstore – il negozio di libri online – ora si apre la possibilità di comprare e leggere i testi di alcuni grandi editori americani e britannici nel formato condiviso con Google e con gli altri produttori di eBook. Analogamente, anche i quotidiani possono essere letti sullo schermo tramite una semplice applicazione informatica, secondo l’esempio del New York Times.
Proprio l’editoria è il settore più direttamente chiamato a un’innovazione capace di sfruttare le nuove opportunità offerte dallo strumento. Jobs per primo ha voluto rivolgere una sorta di invito esplicito a progettare nuovi prodotti da vendere sulla neonata piattaforma. Per i giornali la sfida sarà ancora più impegnativa, dato che non si tratta di prodotti standard come possono essere i libri, ma di testi informativi di complessa realizzazione, molt i dei quali hanno già una propria versione online molto diversa da quella cartacea. I dati tecnici: 680 grammi di peso; 1,27 centimetri di spessore; schermo da 9,7 pollici modello iPhone; memorie da 16 a 64 Gb; costo da 499 a 829 dollari. Si parla dell’ultimo ritrovato multifunzionale della Apple, l’attesissimo tablet iPad presentato al mondo da Steve Jobs in persona, in commercio entro i prossimi due mesi.Si tratta, in sostanza, di un apparecchio in cui si incrociano e si fondono le tecnologie dell’iPhone – il telefonino di ultima generazione – e del computer portatile, che dà la possibilità di navigare in Internet, vedere film e video in alta definizione, scaricare e ascoltare musica, gestire testi e immagini, inviare e ricevere posta elettronica, scrivere o impaginare contenuti diversi, ottimizzare le prestazioni dei software a disposizione sul mercato.Fra le applicazioni più innovative, vi sono quelle che daranno ulteriori possibilità di sviluppo all’editoria elettronica, per leggere libri e sfogliare giornali con un tocco di dita sullo schermo interattivo dell’apparecchio. Grazie all’iBookstore – il negozio di libri online – ora si apre la possibilità di comprare e leggere i testi di alcuni grandi editori americani e britannici nel formato condiviso con Google e con gli altri produttori di eBook. Analogamente, anche i quotidiani possono essere letti sullo schermo tramite una semplice applicazione informatica, secondo l’esempio del New York Times.Proprio l’editoria è il settore più direttamente chiamato a un’innovazione capace di sfruttare le nuove opportunità offerte dallo strumento. Jobs per primo ha voluto rivolgere una sorta di invito esplicito a progettare nuovi prodotti da vendere sulla neonata piattaforma. Per i giornali la sfida sarà ancora più impegnativa, dato che non si tratta di prodotti standard come possono essere i libri, ma di testi informativi di complessa realizzazione, molt i dei quali hanno già una propria versione online molto diversa da quella cartacea. Commercio e didattica Il nuovo ritrovato tecnologico da un lato testimonia la velocità del progresso e dell’innovazione nel comparto dei new media, dall’altro rafforza la tendenza verso una sempre più vasta convergenza che consenta agli utenti di avere continuamente a portata di mano strumenti capaci di offrire contemporaneamente tutte le possibilità di fruizione mediatica disponibili. In più, la facilità di uso avvicina anche i meno esperti all’utilizzo della tecnologia.Andando oltre i risvolti tecnici, le ricadute commerciali e i possibili utilizzi a scopo lavorativo o didattico, la comparsa dell’iPad richiama ancora una volta l’attenzione sul rapporto di noi tutti con i media di ultima generazione e sulle modifiche che essi impongono rispetto ai mezzi di comunicazione tradizionali. Certamente leggere un libro stampato e sfogliarne le pagine virtuali su uno schermo non sono attività equivalenti. Il piacere della lettura passa anche attraverso la manipolazione di ciascuna singola pagina e non sono soltanto gli eventuali “nostalgici” a restare affezionati al tradizionale libro stampato. Per i giornali valgono considerazioni simili: il quotidiano rito dell’acquisto in edicola e della successiva lettura anche a più riprese e in diversi momenti della giornata non è in alcun modo riproducibile attraverso la consultazione delle stesse pagine tramite uno schermo portatile.Nel rapporto fra uomini e macchine – di questo, ancora una volta, si tratta – i nodi di fondo da sciogliere sono sempre gli stessi. A partire dalla necessità che i nuovi strumenti siano davvero utili a chi li usa e non accada il contrario. Altrimenti gli utenti diventano soltanto una massa di clienti a cui cercare di vendere più prodotti possibili attraverso i nuovi media. Si può anche supporre che la possibilità di avere strumenti mu ltimediali sempre “addosso”, quindi disponibili in ogni momento, finisca per indurre un consumo mediatico molto maggiore di quello che normalmente avverrebbe in condizioni di dieta mediatica “naturale”.Come sempre, il giusto equilibrio fra potenziali vantaggi ed eventuali rischi dipenderà dalla coscienza di chi utilizzerà (anche) questo nuovo strumento. Inizialmente la curiosità porterà a scoprirne soprattutto i risvolti ludici e per molti il possesso di un iPad diventerà, come già successo per altri media di nuovissima generazione, uno status symbol più che una necessità effettiva. Nel frattempo Jobs e gli azionisti Apple si fregano già le mani pensando ai guadagni prossimi venturi…

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