Ad "Avatar" preferito un film sul dramma iracheno

di Federico PONTIGGIA
Redazione

Davide ha battuto Golia: è The Hurt Locker di Kathryn Bigelow il trionfatore della 82ª edizione degli Academy Awards, a scapito del blockbuster di ogni tempo, Avatar. Il dramma antibellico iracheno dell’ex signora Cameron ha trasformato in statuette sei nomination su nove – miglior film, regia, sceneggiatura originale, montaggio, sound editing e sound mixing – mettendo al tappeto Avatar, che partiva con analogo numero di candidature, ma si è fermato a tre Oscar: fotografia, scenografia e visual effects. E la Bigelow entra nella storia degli Academy Awards: quarta nominata, è la prima donna a vincere la statuetta per la regia. Per lei, 58 anni, grande emozione, tanti applausi e una dedica: «A tutti gli uomini e le donne che portano un’uniforme in ogni parte del mondo: non soltanto i soldati ma anche i vigili del fuoco, sempre pronti ad aiutarci».
Sul fronte degli attori, tutto secondo previsioni: miglior protagonista maschile è Jeff Bridges per Crazy Heart, protagonista femminile la Sandra Bullock di The Blind Side, entrambi digiuni di Oscar e con la Bullock che centra un’inedita doppietta con il Razzie per la peggior interpretazione in All About Steve, mentre tra i non protagonisti la spuntano altri due deb: Cristoph Waltz per Bastardi senza gloria di Quentin Tarantino e Mo’Nique per Precious, film che si aggiudica anche la statuetta per la sceneggiatura non originale.
Se l’Europa torna a casa a mani vuote nella categoria miglior film straniero, dove l’argentino El secreto de sus ojos batte a sorpresa Il nastro bianco di Haneke e Il profeta di Audiard, il bilancio per l’Italia è positivo: il calabrese Mauro Fiore si aggiudica la statuetta per la fotografia di Avatar («Grazie ai miei genitori Lorenzo e Romilda che sono venuti dall’Italia con quattro valigie e un sogno. Viva l’Italia!»), l’italo-americano Michael Giacchino quella per la colonna sonora di Up, mentre non ce la fanno Alessandro Camon, co-sceneggiatore di The Messenger, e la coppia Aldo Signoretti e Vittorio Sodano de Il Divo che perde al trucco contro Star Trek.
Migliore animazione è Up della Disney/Pixar, miglior documentario The Cove, dopo le sei statuette di Hurt Locker e le tre di Avatar seguono con due Precious, Up e Crazy Heart, che vince anche per la miglior canzone. Ma per il verdetto degli 82esimi Academy Awards potremmo parlare di Fattore B: Bigelow, Bridges e Bullock… Davide ha battuto Golia: è The Hurt Locker di Kathryn Bigelow il trionfatore della 82ª edizione degli Academy Awards, a scapito del blockbuster di ogni tempo, Avatar. Il dramma antibellico iracheno dell’ex signora Cameron ha trasformato in statuette sei nomination su nove – miglior film, regia, sceneggiatura originale, montaggio, sound editing e sound mixing – mettendo al tappeto Avatar, che partiva con analogo numero di candidature, ma si è fermato a tre Oscar: fotografia, scenografia e visual effects. E la Bigelow entra nella storia degli Academy Awards: quarta nominata, è la prima donna a vincere la statuetta per la regia. Per lei, 58 anni, grande emozione, tanti applausi e una dedica: «A tutti gli uomini e le donne che portano un’uniforme in ogni parte del mondo: non soltanto i soldati ma anche i vigili del fuoco, sempre pronti ad aiutarci».Sul fronte degli attori, tutto secondo previsioni: miglior protagonista maschile è Jeff Bridges per Crazy Heart, protagonista femminile la Sandra Bullock di The Blind Side, entrambi digiuni di Oscar e con la Bullock che centra un’inedita doppietta con il Razzie per la peggior interpretazione in All About Steve, mentre tra i non protagonisti la spuntano altri due deb: Cristoph Waltz per Bastardi senza gloria di Quentin Tarantino e Mo’Nique per Precious, film che si aggiudica anche la statuetta per la sceneggiatura non originale.Se l’Europa torna a casa a mani vuote nella categoria miglior film straniero, dove l’argentino El secreto de sus ojos batte a sorpresa Il nastro bianco di Haneke e Il profeta di Audiard, il bilancio per l’Italia è positivo: il calabrese Mauro Fiore si aggiudica la statuetta per la fotografia di Avatar («Grazie ai miei genitori Lorenzo e Romilda che sono venuti dall’Italia con quattro valigie e un sogno. Viva l’Italia!»), l’italo-americano Michael Giacchino quella per la colonna sonora di Up, mentre non ce la fanno Alessandro Camon, co-sceneggiatore di The Messenger, e la coppia Aldo Signoretti e Vittorio Sodano de Il Divo che perde al trucco contro Star Trek.Migliore animazione è Up della Disney/Pixar, miglior documentario The Cove, dopo le sei statuette di Hurt Locker e le tre di Avatar seguono con due Precious, Up e Crazy Heart, che vince anche per la miglior canzone. Ma per il verdetto degli 82esimi Academy Awards potremmo parlare di Fattore B: Bigelow, Bridges e Bullock…

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