Impossibile contare le ore spese dagli educatori nell'estate degli oratori. Impossibile e anche inutile: ciò che conta sono i segni del loro passaggio, i segni lasciati nei ragazzi

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Redazione Diocesi

di Vittorio CHIARI

Summer fest! Non so se la scritta in inglese sia esatta, so che era il logo della festa di fine estate per i giovani, che concludevano le attività dell’oratorio estivo con una serata, aperta ai genitori nella prima parte e ai giovani, nella seconda, quando le musiche si sono scatenate nella danza.
La danza è parte del Dna dei giovani e il Don dell’Oratorio ha chiuso un occhio per questa fase della festa, tenendo ben aperto l’altro perché tutto si svolgesse nel modo più sereno.

Erano più di duecento, che raccontavano con il video le loro vacanze alle famiglie: nel campo estivo, in campeggio ad alta quota e nel pellegrinaggio a Lourdes, che è stato il “top” delle loro iniziative.
A Lourdes erano giunti, scendendo a piedi dalle sorgenti del fiume Gave, alternando la preghiera al silenzio alla gioia del canto e del dialogo con amici.
A Lourdes hanno poi partecipato agli appuntamenti della Liturgia, servendo gli ammalati, organizzando per loro la sera della festa e della Veglia di preghiera, conclusa ai piedi della Madonna nella grotta.

“Io ho condotto con la carrozzella una persona anziana. Non ero mai stato a Lourdes neppure all’oratorio. Ci sono andato “per prova”! Con questo anziano ho fatto il bagno nella Piscina e mentre lo accompagnavo alla Grotta mi ha confessato che sua figlia era stata uccisa a coltellate dal marito, che non si sentiva di perdonarlo neppure riusciva a sfogare nel pianto la sua sofferenza. Davanti alla Madonna nella Grotta era scoppiato in lacrime: Aveva ritrovato la pace, quella del perdono”.

Gli oratori in questo mese sono in festa per la fine delle vacanze ma anche per l’inizio del nuovo anno pastorale. Non siamo mai riusciti tuttavia a fare una specie di conto delle migliaia di ore dedicate ai ragazzi nei vari campi estivi, quanti i ragazzi e le ragazze avvicinate, il numero di proposte offerte loro come occasione di crescita.
E’ una contabilità “impossibile” di un bene di cui tiene conto il buon Dio e che ci conforta nei momenti di scoraggiamento, inevitabili lavorando con i giovani.

E tutto è stato portato avanti, nonostante mille difficoltà di ogni tipo: di gestione educativa, di scarsità di animatori adulti, che fossero di equilibrio ai tanti animatori giovani, non sempre costanti nel mantenere fede agli impegni assunti. Non sono mancate neppure quelle economiche: aumento del costo della vita, accoglienza di molti ragazzi e bimbi in difficoltà provenienti da famiglie povere. Non si sono mandati via, sarebbe stato andare contro la carità!

Non sono certo che un giorno riusciremo a fare una statistica di tutti i campi estivi gestiti in Diocesi e in Italia, mentre sono certo che l’abbondanza di memorie seminate, prima o poi germineranno in qualcosa di grande per i ragazzi e le ragazze, che li hanno frequentati come animatori o come “clienti”!
Le memorie sono “un tesoretto” nascosto, che prima o poi viene alla luce: nei giorni del dolore o della gioia, delle grandi scelte. E saranno di sollievo o di orientamento o di sostegno.

Un’altra statistica mi piacerebbe raccogliere, quella di educatori ed educatrici, che hanno inciso nel cuore dei giovani, orientandoli alla vita sacerdotale o alla famiglia o al servizio degli altri in politica o in scelte di volontariato.
Anni fa dalle parti di Monza girava in bicicletta nei vari oratori un bravo catechista e uomo di Azione Cattolica: dai suoi vagabondaggi in nome del Signore, sono nate tante vocazioni missionarie, religiose e sacerdotali.

Non erano certamente frutto di parole ma della sua preghiera e della sua testimonianza di uomo d’oratorio che ci credeva! Ogni oratorio potrebbe raccontare di un suo catechista o uomo di Azione cattolica o di altri gruppi, di padre di famiglia, che ha tenuto insieme i ragazzi ed ha collaborato con il prete perché l’oratorio fosse vivo, attraente ai ragazzi per le persone che lo animavano.

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