Il portale ufficiale del turismo italiano� in rete�dopo cinque anni di continue polemiche

Antonio RITA
Redazione

La storia è di quelle lunghe e travagliate; ma dopo cinque anni di polemiche, stanziamenti multi-milionari bi-partisan da parte di tre successivi governi, una commissione d’inchiesta, istituita dall’allora ministro per le Riforme e le Innovazioni nella Pubblica Amministrazione, Luigi Nicolais, due petizioni ed un esposto alla Corte dei Conti dell’allora vicepresidente del Consiglio, Francesco Rutelli; il portale Italia.it è tornato on-line e, questa volta, in modo definitivo (almeno sembra). Cominciamo dai fatti più recenti. Il 15 gennaio scorso, Renato Brunetta, ministro per la Pubblica Amministrazione e l’Innovazione, e Michela Vittoria Brambilla, allora sottosegretario di Stato con delega al Turismo, siglavano un protocollo d’intesa che prevedeva uno stanziamento di 10 milioni di euro per la realizzazione di un nuovo portale, nel quale sarebbero dovuti confluire i contenuti del già Italia.it.
Tutto sembrava procedere piuttosto a rilento, almeno fino a maggio scorso, quando il sottosegretario Brambilla è stata “promossa” a ministro del Turismo. La creazione del nuovo dicastero ha impresso una nuova accelerazione: da prima, la nascita del logo “Magic Italy” e la bordata di critiche del popolo della Rete alla prima bozza del marchio (“sembra una televendita”, commentavano dalla blogsfera); poi la decisione di rimettere on-line il portale del turismo italiano.
Presentando l’iniziativa, assieme al premier Silvio Berlusconi e al ministro Renato Brunetta, il ministro Brambilla ha spiegato che «con questo nuovo portale vogliamo dare nuovo incremento all’economia turistica del nostro Paese; punteremo sulle motivazioni, sulle emozioni, il nostro sarà un portale emozionale». Il sito è ora on-line in una versione “beta”, ovvero provvisoria, mentre quella definitiva sarà in rete non prima dell’autunno.
La storia del portale del turismo italiano è ormai nota. Nato nel 2004 per mano del governo Berlusconi, che destinò al progetto, affidato all’allora ministro Stanca, ben 45 milioni di euro; il sito andò on-line solo nel febbraio del 2007, nonostante un ulteriore stanziamento di 25 milioni di euro, per arricchire i contenuti del sito con progetti co-finanziati dalle Regioni. L’inadeguatezza tecnologica e l’ingente massa di denaro pubblico spesa (sprecata) sono i motivi al centro della travagliata vita di Italia.it. Stime accreditate individuano tra i 45 ed i 60 milioni di euro i fondi pubblici andati in fumo; ma neppure l’esposto dell’allora vicepresidente del Consiglio, Francesco Rutelli, alla Corte dei Conti, per conoscere i reali danni prodotti all’erario, era riuscito a fare trasparenza sul punto.
Per il momento il sito, messo su in due mesi, è poco più che una vetrina virtuale; ma è ancora una bozza e la speranza è che il nuovo progetto, per il quale ricordiamo sono previsti 10 nuovi milioni di euro, non si rilevi l’ennesimo buco nero nel quale bruciare ulteriori risorse pubbliche. La storia è di quelle lunghe e travagliate; ma dopo cinque anni di polemiche, stanziamenti multi-milionari bi-partisan da parte di tre successivi governi, una commissione d’inchiesta, istituita dall’allora ministro per le Riforme e le Innovazioni nella Pubblica Amministrazione, Luigi Nicolais, due petizioni ed un esposto alla Corte dei Conti dell’allora vicepresidente del Consiglio, Francesco Rutelli; il portale Italia.it è tornato on-line e, questa volta, in modo definitivo (almeno sembra). Cominciamo dai fatti più recenti. Il 15 gennaio scorso, Renato Brunetta, ministro per la Pubblica Amministrazione e l’Innovazione, e Michela Vittoria Brambilla, allora sottosegretario di Stato con delega al Turismo, siglavano un protocollo d’intesa che prevedeva uno stanziamento di 10 milioni di euro per la realizzazione di un nuovo portale, nel quale sarebbero dovuti confluire i contenuti del già Italia.it.Tutto sembrava procedere piuttosto a rilento, almeno fino a maggio scorso, quando il sottosegretario Brambilla è stata “promossa” a ministro del Turismo. La creazione del nuovo dicastero ha impresso una nuova accelerazione: da prima, la nascita del logo “Magic Italy” e la bordata di critiche del popolo della Rete alla prima bozza del marchio (“sembra una televendita”, commentavano dalla blogsfera); poi la decisione di rimettere on-line il portale del turismo italiano.Presentando l’iniziativa, assieme al premier Silvio Berlusconi e al ministro Renato Brunetta, il ministro Brambilla ha spiegato che «con questo nuovo portale vogliamo dare nuovo incremento all’economia turistica del nostro Paese; punteremo sulle motivazioni, sulle emozioni, il nostro sarà un portale emozionale». Il sito è ora on-line in una versione “beta”, ovvero provvisoria, mentre quella definitiva sarà in rete non prima dell’autunno.La storia del portale del turismo italiano è ormai nota. Nato nel 2004 per mano del governo Berlusconi, che destinò al progetto, affidato all’allora ministro Stanca, ben 45 milioni di euro; il sito andò on-line solo nel febbraio del 2007, nonostante un ulteriore stanziamento di 25 milioni di euro, per arricchire i contenuti del sito con progetti co-finanziati dalle Regioni. L’inadeguatezza tecnologica e l’ingente massa di denaro pubblico spesa (sprecata) sono i motivi al centro della travagliata vita di Italia.it. Stime accreditate individuano tra i 45 ed i 60 milioni di euro i fondi pubblici andati in fumo; ma neppure l’esposto dell’allora vicepresidente del Consiglio, Francesco Rutelli, alla Corte dei Conti, per conoscere i reali danni prodotti all’erario, era riuscito a fare trasparenza sul punto.Per il momento il sito, messo su in due mesi, è poco più che una vetrina virtuale; ma è ancora una bozza e la speranza è che il nuovo progetto, per il quale ricordiamo sono previsti 10 nuovi milioni di euro, non si rilevi l’ennesimo buco nero nel quale bruciare ulteriori risorse pubbliche.

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