Redazione

Nel 1968 i quotidiani cattolici italiani si erano ridotti a sei, tutti editi nel Nord Italia. Quattro a diffusione diocesana: Il Cittadino di Genova, L’Eco di Bergamo, L’Ordine di Como, L’Adige di Trento; due a diffusione interregionale: L’Italia di Milano e L’Avvenire d’Italia di Bologna. Quest’ultimi, unendosi, hanno dato vita all’attuale Avvenire, quotidiano nazionale con sede a Milano. Nell’editoriale, apparso nel primo numero di Avvenire dal titolo “Giornale aperto”, Leonardo Valente scriveva: «Cercheremo di metterci nella prospettiva nuova di un quotidiano che sia dei cattolici più che per i cattolici (…), uno strumento che tenga conto, con umiltà, della pluralità reale del mondo cattolico e che, nell’ambito di una libertà responsabile, si muova in avanti alla riscoperta dei temi fondamentali, dei lieviti più autentici, delle istanze più sofferte che compongono il panorama multiforme e, proprio per questo, vitale dell’unità di fondo del mondo cattolico italiano. In questa direzione Avvenire vuol essere un giornale aperto a molte voci».

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