Per scegliere la strada giusta occorre un'"info-etica". Un commento al messaggio di papa Benedetto XVI per la 42� Giornata mondiale


Redazione

(25.01.08)

di Vincenzo Rini
direttore "La Vita Cattolica" – Cremona

I media "al bivio tra protagonismo e servizio", immagine del progresso nella sua ambiguità e ambivalenza, possibili strumenti di potere e, al tempo stesso, di servizio, utilizzabili in un alto senso di responsabilità, oppure irresponsabilmente strumentalizzabili per scopi che hanno ricadute pericolosamente antiumane. Strumenti in grado di servire l’uomo e la società, ma anche di dominarli e strumentalizzarli a fini di predominio. È questa l’immagine degli strumenti della comunicazione sociale che emerge dal messaggio di Benedetto XVI per la 42ª Giornata mondiale delle comunicazioni sociali, che si celebrerà quest’anno il 4 maggio, solennità dell’Ascensione di Gesù al cielo.

Insomma, proprio come recita il titolo del messaggio, nella lettura del Pontefice i mass media si trovano di fronte a un bivio, alla necessità di una scelta urgente, una scelta che tocca le coscienze, quindi profondamente etica. Ed è proprio l’etica, come chiamata alla responsabilità – tematica preminente nel documento – che il Pontefice giunge a chiamare "info-etica".

Etica come appello alle coscienze degli operatori del settore, perché di fronte al bivio sappiano scegliere la strada giusta, che è quella del servizio: dove infatti si parla di etica, ci si rivolge alle coscienze, e dove si fa appello alla coscienza, è sempre dell’uomo che si tratta. Il problema della verità è sempre un problema dell’uomo, di un servizio alla sua promozione nel rispetto della sua dignità e della sua libertà. Questo è, in positivo, il messaggio che il Papa rivolge oggi a tutti gli operatori della comunicazione sociale.

Un documento, questo, che, mentre realisticamente sa leggere i pericoli e le tentazioni di fronte alle quali si trovano i media oggi, con grande afflato sa presentare l’appello a una visione alta del loro ruolo, che Benedetto XVI con grande rispetto definisce addirittura "vocazione". Un messaggio che è soprattutto un appello al senso di responsabilità e di servizio alla verità e all’uomo, quindi alla pace, di cui la verità è uno dei pilastri portanti. Nel pensiero del Papa, insomma, la questione "info-etica" è in senso pieno questione antropologica. Da affrontare, quindi, nel più vasto dibattito sull’uomo e sulla convivenza umana nell’oggi.

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