Giovedì 22 maggio è morto a Roma il giornalista del Tg1 Paolo Giuntella. Aveva 61 anni ed era da tempo malato. Un professionista, come ricorda anche l'Azione Cattolica «che ha sempre accompagnato con uno stile e una profondità che tutti gli riconoscono la vita del paese e della comunità cristiana, raccontata nei suoi servizi, nelle sue inchieste, negli speciali che ha realizzato e nei numerosi libri in cui ha sempre evidenziato l'impegno del cristiano nella società e nel mondo».


Redazione

23/05/2008

Impegnatosi fin da giovane nell’associazionismo cattolico e nello scautism o, Paolo Giuntella nel 1966 fu tra gli "Angeli del Fango", i volontari, fra i quali molti scout, che scavarono senza sosta per soccorrere Firenze e i suoi cittadini colpiti in seguito all’alluvione. Nel 1979 fonda Rosa Bianca , un’associazione cattolica il cui nome s’ispira a quello dell’associazione di giovani cattolici e protestanti oppositori del nazismo.

Laureatosi in Lettere moderne, ha collaborato con Il Popolo, Avvenire e diversi settimanali e mensili, ha diretto il mensile Appunti di cultura e politica. Già capo della terza pagina e dei supplementi culturali de Il Mattino, passato in Rai ha coordinato Tv7, per poi divenire caporedattore di Speciale Tg1, e in seguito corsivista televisivo e inviato speciale in Irlanda, Albania, nelle zone colpite dal terremoto in Umbria e Marche del 1997 e in Kosovo, dove è stato menzionato al merito dall’ambasciatore italiano per aver salvato la vita di un disabile rimasto in un’abitazione incendiata, che per motivi etnici non veniva soccorso dai vicini. Dal 1980 è stato sposato con Laura Rozza con la quale ha avuto tre figli.

La presidenza nazionale e l’Azione Cattolica Italiana si sono strette attorno alla famiglia di Paolo Giuntella, scomparso «dopo una malattia che lo aveva seppur segnato nel fisico, non sconfitto nell’animo e nella sua professionalità», come osserva l’Ac in una nota. «Il suo rapporto con l’associazione è stato una costante della sua vita; da sempre vicino e amico dell’Azione Cattolica, Paolo ha collaborato a più livelli nell’attività dell’Ac e proprio nell’associazione ha conosciuto la compagna della sua vita, Laura». La presidenza nazionale di Ac si è fermata in preghiera «per ricordare l’amico di sempre, il professionista indiscusso, il giornalista che ha sempre accompagnato con uno stile e una profondità che tutti gli riconoscono la vita del paese e della comunità cristiana , raccontata nei suoi servizi, nelle sue inchieste, negli speciali che ha realizzato e nei numerosi libri in cui ha sempre evidenziato l’impegno del cristiano nella società e nel mondo ».

« Paolo era molto più di un collega, era un amico, un compagno di viaggio, con cui ho condiviso un tratto della vita non solo professionale: ci legavano, infatti, l’amicizia, l’appartenenza ad una realtà ecclesiale come l’Azione cattolica e i tanti amici comuni». A parlare di Paolo Giuntella è il collega vaticanista del Tg1, Fabio Zavattaro. «Paolo – prosegue Zavattaro – era eccezionale: sapeva dire sempre la parola giusta per ricordarti un avvenimento che ha segnato la storia dell’associazione, della comunità, della Chiesa e della stessa società o per fare memoria di un cammino fatto insieme».

Come giornalista « Giuntella aveva la grande capacità non solo di essere sempre attento alla notizia e alla verità, ma anche di saperla proporre con garbo, consapevole di arrivare al cuore e alla mente delle persone che lo ascoltavano». Poi un ricordo personale: «Io ho conosciuto Giuntella in Ac e poi ho approfondito l’amicizia ai tempi in cui abbiamo lavorato insieme ad Avvenire, negli anni Ottanta. Infine, ci siamo ritrovati insieme al telegiornale: è sempre stato un piacere stare con lui, parlare con lui, ascoltarlo e leggere i suoi articoli e libri».

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