Il Premio Pulitzer 2012 assegnato ai nuovi media

di Antonio RITA

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ROMA 23-04-2010 CEI TESTIMONI DIGITALI - MEDIA TV INTERNET DIGITALE PH: CRISTIAN GENNARI

È ormai ufficiale, il web ha superato la carta stampata; questo sembrerebbe il verdetto stabilito dal Premio Pulitzer, il prestigioso riconoscimento giornalistico conferito dalla Columbia University. Internet ha incassato una doppietta sul podio: sul gradino più alto il giornalista David Wood, inviato di guerra dell’Huffington Post, e al terzo posto il sito di informazione politica Politico.com. Un successo che conferma una tendenza ormai solidamente avviata dal 2010.

Il New York Times, che a sua volta ha visto assegnare il premio a due suoi giornalisti, ha scritto che «la più grande sorpresa quest’anno è arrivata dai nuovi media»: secondo il prestigioso quotidiano della grande mela «si tratta di un segno del cambiamento del panorama dei media». Un commento dai toni eccessivamente sorpresi, che denuncia il segreto del successo della Rete: i media tradizionali sono rimasti fermi a guardare troppo a lungo, lasciando così il vantaggio della prima mossa a progetti che prima di loro avevano intuito il ruolo centrale che avrebbe assunto Internet nel panorama dell’informazione. Così, mentre solo negli ultimi 2-3 anni diverse importanti testate internazionali chiudevano la loro edizione stampata, come La Tribune in Francia, e la maggior parte delle altre concentravano i loro sforzi sull’on line, come il britannico The Guardian, The Huffington Post è on line dal 2005 e Politico.com ha oggi già 5 anni di storia.

Il blog statunitense fondato da Arianna Huffington, Kenneth Lerer e Jonah Peretti (noto anche come HuffPo) è diventato rapidamente uno dei punti di riferimento dell’informazione statunitense: 9 milioni di utenti ogni mese nel 2009, diventati quest’anno ben 25 milioni. «Siamo felicissimi e profondamente onorati per il premio, che riconosce sia il valore esemplare degli articoli di David, sia l’impegno dell’HuffPost verso un’informazione originale che riferisce sia del dibattito nazionale sia della vita della gente reale», ha commentato Arianna Huffington che, dopo aver aperto un’edizione canadese, una francese e una britannica del blog, si prepara a lanciarne anche una italiana. Non solo lungimiranza, ma anche tanta qualità e investimenti.

Politico.com ha conquistato il terzo posto grazie alle vignette satiriche del disegnatore Matt Wuerker, che hanno messo alla berlina i conflitti politici che infestano Washington. David Wood, invece, ha conquistato il prestigioso premio grazie al reportage a puntate Beyond the Battlefield: un’inchiesta durata 8 mesi sulle condizioni dei veterani delle guerre in Iraq e Afghanistan e i disagi al ritorno dal fronte. Un’inchiesta “vecchio stile” dai tempi lunghi e dai costi importanti, di quelle che sempre più raramente si trovano sulla carta stampata. Investimenti importanti, ampiamente ripagati dai risultati economici.

Nato da un impegno iniziale di un milione di dollari, HuffPo ora ne vale centinaia di milioni ed è appena passato alla storia come il più costoso blog mai acquistato da una grande società: Aol (America on line) ha speso ben 315 milioni di dollari per assicurarsi questo colosso dell’informazione indipendente.

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