Presentata all’Ambrosianeum la nuova rivista che si propone come luogo di dialogo e di scambio di esperienze

Rivista Munus

Ieri presso la Fondazione Ambrosianeum di Milano è stata presentata Munus. Rivista europea di cultura, promossa dall’Associazione L’Asina di Balaam ed edita da Cittadella Editrice di Assisi.

Sono intervenuti il direttore editoriale della pubblicazione don Luigi Galli Stampino (Università Cattolica) e il direttore responsabile Stefano Biancu (Università di Ginevra). Galli Stampino ha spiegato come Munus intenda coniugare impegno, coraggio e mitezza, facendo rete, creando dialogo e unendo intelligenze. Biancu ha quindi sottolineato come Munus si proponga di fare cultura avendo un’idea chiara di cosa è cultura: ovvero uno scambio umano di «doni» (munera), nello spazio (tra Oriente e Occidente, tra Nord e Sud, tra Destra e Sinistra, tra sopra e sotto) e nel tempo (tra le generazioni). Biancu ha poi sottolineato come da questa idea di cultura derivi anche il compito che Munus riconosce proprio: essere forum, luogo di scambio, culturale e dunque umano.

Un compito che appare ben rappresentato dal comitato scientifico della rivista – internazionale, interdisciplinare ed ecumenico (vi sono infatti presenti cattolici, protestanti, ortodossi) -, di cui hanno preso la parola tre membri: Angelo Caloia (Università Cattolica, per anni ai vertici dello Ior), Gabrio Forti (preside della Facoltà di Giurisprudenza dell’Università Cattolica) e Paolo Prodi (professore emerito all’Università di Bologna, presidente della Giunta storica nazionale). I tre hanno dialogato su “Crisi e cultura”, ovvero sul ruolo che Munus può e deve avere nel momento attuale.

Caloia ha sottolineato come la crisi attuale non sia comprensibile se letta in termini solo tecnici ed economici. I mercati non sono infatti meri strumenti, ma istituzioni umane: riflettono quindi la qualità degli uomini del loro tempo. Proponendosi di leggere le istituzioni e le creazioni dell’economia, del diritto e della cultura come creazioni essenzialmente umane, Munus può dunque dare un contributo importante in questo senso.

Forti ha quindi rilevato come la crisi attuale sia legata anche a una ipertrofia del diritto, oggi chiamato a risolvere problemi che in passato non erano mai stati di sua competenza. Munus, che si propone di ricondurre i problemi tecnici del diritto e dell’economia al loro sostrato umano, può così contribuire a ridimensionare una pervasività delle norme giuridiche che rischia di mortificare l’umanità dell’uomo e di inquinare le scelte della politica.

Prodi ha infine letto la situazione attuale di crisi come crisi epocale e come fase di transizione dalla modernità verso qualcosa di nuovo: transizione che richiede un ripensamento profondo anche della democrazia, la quale – nella sua forma occidentale – è il frutto prezioso della separazione prodotta dal cristianesimo tra potere sacro e potere politico. La democrazia va dunque custodita, ma anche ripensata alla luce del cambiamento epocale che ci sta investendo: si tratta di un compito rispetto al quale il tentativo di Munus può rivelarsi prezioso.

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