Nuova edizione del Rapporto sulla sicurezza sociale in Italia ed Europa. Le maggiori preoccupazioni sono per l'economia e per l'instabilità politica. Il terrorismo fa meno paura che in Francia, Inghilterra e Germania

di Claudio URBANO

Rapporto sicurezza sociale 2014

Giornali e tv lanciano allarmi sui rischi di terrorismo e immigrazione, mentre gli italiani sono concentrati, ben più prosaicamente, su economia e disoccupazione. È questo il quadro che emerge dall’ottavo Rapporto sulla sicurezza sociale in Italia e in Europa, curato dal sociologo Ilvo Diamanti e dall’Osservatorio sui Media di Pavia per la Fondazione Unipolis e presentato il 24 febbraio a Roma presso la Camera dei deputati, occasione nella quale è intervenuto anche il segretario della Cei monsignor Nunzio Galantino.

In un quadro in cui le grandi paure sulla sicurezza internazionale si aggiungono a quelle quotidiane, per il 44% degli italiani la priorità della politica deve comunque restare il lavoro, se è vero che in cima alla lista delle preoccupazioni (55% degli intervistati) c’è quella per il futuro dei figli. Un motivo condiviso con gli altri Paesi dell’Europa mediterranea nei quali è stato svolto il sondaggio. Stessa priorità anche per la Polonia, presa a campione dei Paesi centro-europei, mentre nel sondaggio effettuato in Francia, Germania e Gran Bretagna, nei giorni successivi agli attentati di Parigi, pesa molto di più l’allarme-terrorismo.

In un’agenda sicuramente condizionata dalla crisi in Libia, dagli attentati di Parigi e dall’Ucraina, nelle prime due settimane di gennaio il 70% delle notizie “ansiogene” nei telegiornali italiani hanno fatto riferimento al terrorismo e al rischio di nuove guerre, che contrasta però con un risicato 9% di servizi dedicati a politica estera, guerre e terrorismo nel corso di tutto il 2014 nel Tg1 serale, principale notiziario nazionale. In Italia, d’altra parte, a farla da padrone – prendendo a campione sempre il Tg1 – sono la politica, col 20% delle notizie, e la cronaca, con un altro 20%. Economia e lavoro si prendono quasi il 13% del totale, ma, a dispetto di una crisi non certo superata, nel 2014 le principali testate nazionali hanno dedicato alla perdita del lavoro e all’impoverimento uno spazio 7 volte inferiore a quello di cronaca e criminalità. Maggiore equilibrio tra cronaca ed economia nelle testate regionali, più vicine al territorio, mentre la tutela ambientale è sempre più sentita anche a livello nazionale, tanto che quasi il 10% delle notizie “negative” è legato alla distruzione dell’ambiente: infatti un italiano su due si dice preoccupato per la qualità del cibo e per la salvaguardia della natura.

E l’immigrazione? In un quadro di rinnovata emergenza-sbarchi e di paura a livello internazionale, quasi un italiano su tre considera gli immigrati un pericolo per la nostra identità, e la popolazione si divide praticamente a metà tra la logica dell’accoglienza e quella dei respingimenti. «Ma solo per il 3% degli italiani – nota Diamanti – questa è un’emergenza da affrontare in modo prioritario. Quasi sempre, insomma, la rappresentazione (dei tg) e la percezione (degli italiani) divergono», sottolinea Diamanti. Un’opinione condivisa da monsignor Galantino, che ha ricordato come i media possano «aiutare a rappresentare la realtà, oppure alimentarne una percezione o il pregiudizio».

 

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