Redazione

Cento anni fa, il 14 luglio 1905, il gesuita francese padre Joseph Moreau sotto un grande albero di Muzekese, nel villaggio di Chikuni, iniziava a parlare del Vangelo di Gesù agli abitanti della zona, tutti di etnia Tonga.

Poteva comunicare con la gente perché padre Moreau tre anni prima aveva esplorato la zona ed aveva ottenuto dal capo villaggio di Monze che quattro ragazzi lo seguissero a Empandeni nella Rhodesia del Sud (oggi Zimbabwue).

I ragazzi si chiamavano James Haatontola (17 anni), Henry Jahaliso (15 anni), Joseph Bbinya (13 anni) e Alfred Jojo (12 anni). Essi impararono a leggere e scrivere, ad arare utilizzando gli animali e furono battezzati. Nel contempo insegnarono a padre Moreau la loro lingua, il Chitonga.

In passato, esattamente nel 1879 c’era stato un primo tentativo di evangelizzazione: due altri gesuiti, padre Terorde e fratel Vervenne erano arrivati nella zona, erano stati ben accolti ma nel giro di poco tempo le “febbri dello Zambesi” avevano portato il primo alla morte e il secondo si era ammalato gravemente e dovette rimpatriare.

Sotto l’albero di Musekese era dunque nata la Chiesa Cattolica nella terra dei Tonga. Padre Moreau, che proveniva da una famiglia di contadini, si impegnò anche a combattere la malnutrizione e la fame facendo conoscere l’aratro e insegnando a usarlo con l’aiuto dei buoi.

Decisivo fu il ruolo dei quattro ragazzi che tranquillizzarono la gente: “”L’uomo bianco è venuto parlando la nostra lingua non per sfruttarci, ma per aiutarci a migliorare la nostra vita sulla terra e prepararci alla vita futura”.

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