«In redazione ci sono milanesi doc, ragazzi delle province lombarde e studenti provenienti dal Centro e Sud»

di Luca MISCULIN e Paolo BOVIO

Una voce, uno spazio per entrare in dialogo con il mondo dell’università. Per raccontarne l’avventura, attraversarne i successi e le contraddizioni, per seguirne da vicino le trasformazioni. Provare a immaginarne il futuro. Provare a dire la nostra su ciò che ci sta a cuore, il nostro punto di vista di fronte all’attualità, alla luce del Vangelo. E approfondire, riflettere, imparare sempre. È questo il progetto di Universi, la piattaforma online di notizie e riflessioni dalla galassia delle università di Milano e diocesi.

A realizzarlo siamo noi: giovani, studenti universitari, cristiani cattolici in cammino. Viviamo gli anni decisivi della nostra formazione. Proveniamo da luoghi, esperienze e scelte diverse: nella redazione del nostro sito ci sono milanesi doc, ragazzi e ragazze delle province lombarde, studenti provenienti dal Centro e dal Sud. C’è chi è cresciuto in oratorio, chi frequenta l’Azione cattolica, anima il gruppo Fuci o fa parte del movimento di Comunione e liberazione. Studiamo lettere, filosofia, editoria, giurisprudenza, sociologia.

Tutto è partito da un’intuizione dal vicario monsignor Pierantonio Tremolada: dare voce alla presenza della Chiesa diocesana in università, per poter dialogare con il mondo universitario. Nata in seguito all’assemblea di Pastorale universitaria tenutasi nella primavera 2013, nei mesi successivi l’idea si è sviluppata, nella prospettiva di accogliere l’invito dell’Arcivescovo: “Il campo è il mondo”. Ci è stata rivolta la proposta di costituire una redazione. L’abbiamo accettata. Per noi il campo è anche l’università.

Quando abbiamo cominciato a progettare Universi, avevamo tante idee e bene in mente a quali siti e portali ispirarci: ma temevamo, al contempo, di non avere sufficienti risorse e competenze per produrre un risultato all’altezza delle nostre aspettative. Abbiamo ugualmente scelto di puntare in alto. Abbiamo cercato di creare un sito chiaro, essenziale, la cui struttura ci sembra poter accogliere chiunque ci capiti sopra: che cioè non sbandieri la nostra identità di giovani cattolici come se fosse un “bastione da difendere”, come ha ben spiegato, recentemente, il nostro Arcivescovo. Vogliamo che per noi, più che delle etichette, parli il modo con cui trattiamo certi argomenti o la stessa scelta di occuparcene, ma senza chiuderci nel nostro piccolo gruppo, anzi, con la voglia di raccontare delle cose a chiunque abbia voglia di ascoltarle. Ancora oggi, crediamo che sia più evangelico accogliere e mettere a proprio agio chi arriva da noi; e aprire un dialogo, piuttosto che alzare muretti. Ecco perché per noi è così importante la presenza sui social network. Le piazze, in quanto luogo di costante incontro e arricchimento – cioè come le intendeva il cardinal Martini – ci piacciono parecchio. Da universitari cattolici, non potevamo perdere questa occasione: raccontare le cose che ci interessano, dire la nostra quando il contesto in cui siamo ci stimola, ascoltare, creare una rete, dare da pensare.

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