In occasione del LXX anniversario della sua costituzione, la Pontificia Opera ha presentato gli “Orientamenti pastorali”

vocazioni

La cura delle vocazioni al sacerdozio è una sfida permanente per la Chiesa. Perciò, in occasione del LXX anniversario della sua costituzione, la Pontificia Opera per le vocazioni sacerdotali, «per incoraggiare tutte le comunità cristiane e in esse quanti sono specialmente impegnati nella pastorale vocazionale», offre alle Chiese particolari gli “Orientamenti pastorali per la promozione delle vocazioni al ministero sacerdotale”.

Nel documento, presentato oggi, si sottolinea come «l’ambiente più favorevole alla vocazione al sacerdozio è ogni comunità cristiana che ascolta la parola di Dio, che prega con la liturgia e testimonia con la carità». In tale contesto «la missione del sacerdote è percepita e riconosciuta con più evidenza». Il documento vuole sostenere le comunità ecclesiali, le associazioni, i movimenti nel loro impegno a favore delle vocazioni, orientando i loro sforzi verso una pastorale vocazionale capace di far maturare ogni scelta di dono di sé nella vita e di favorire, in particolare, l’accoglienza della chiamata di Dio al ministero sacerdotale.

La storia del documento

L’Assemblea plenaria della Congregazione per l’educazione cattolica ha sollecitato la pubblicazione di Orientamenti pastorali per promuovere le vocazioni al ministero sacerdotale. Per rispondere a questa richiesta, la Pontificia Opera per le vocazioni sacerdotali ha predisposto un’Inchiesta sulla pastorale al ministero sacerdotale per avere un quadro aggiornato della pastorale vocazionale nelle diverse parti del mondo. Dall’esame delle risposte delle Conferenze episcopali e dei Centri nazionali vocazioni all’Inchiesta è emersa la richiesta di linee guida di pastorale vocazionale, basate su una chiara e fondata teologia della vocazione e dell’identità del sacerdozio ministeriale.

La situazione nel mondo

Il documento è diviso in tre sezioni: “La Pastorale della vocazione al ministero sacerdotale nel mondo”, “Vocazione e identità del sacerdozio ministeriale”, “Proposte per la pastorale delle vocazioni sacerdotali”. Nella prima sezione si analizza la situazione delle vocazioni presbiterali nel mondo: «Mentre in Occidente si affronta il problema della diminuzione delle vocazioni, negli altri continenti, nonostante la ristrettezza di mezzi, si assiste a un incremento promettente di vocazioni sacerdotali». In realtà, «per quanto la pastorale vocazionale in Europa e nelle Americhe sia strutturata e creativa, i risultati ottenuti non corrispondono all’impegno profuso». Tuttavia «vanno registrati alcuni segnali di ripresa». Ovunque «matura e cresce una pastorale integrata, sia essa familiare, giovanile o missionaria, assieme alla pastorale vocazionale, si assiste a una fioritura di vocazioni sacerdotali». Si constata che «molte vocazioni presbiterali nascono nelle famiglie», ma «spesso la domanda vocazionale al presbiterato nasce nei ragazzi e nei giovani grazie alla testimonianza gioiosa dei presbiteri». Molti giovani poi «scoprono la chiamata al sacerdozio e alla vita consacrata, dopo aver vissuto un’esperienza di volontariato» o «dopo aver operato per qualche tempo nelle missioni cattoliche». La scuola è un altro canale, grazie all’incontro con un sacerdote insegnante.

Discepoli di Cristo

Nella seconda sezione si sottolinea come l’identità della vocazione al ministero sacerdotale si collochi «nell’alveo dell’identità del cristiano in quanto discepolo di Cristo». Cristo Pastore è «origine e modello del ministero sacerdotale». Così i sacerdoti, rappresentando Cristo Pastore, «trovano nella dedizione totale alla Chiesa l’elemento unificante della loro identità teologica e della loro vita spirituale». Un compito importante della pastorale vocazionale «sarà quello di offrire ai ragazzi e ai giovani un’esperienza cristiana, attraverso la quale si sperimenti la realtà di Dio stesso nella comunione con i fratelli e nella missione evangelizzatrice». Inoltre, «un prudente e saggio discernimento delle condizioni essenziali per accedere al sacerdozio sarà opportunamente perseguito per accertare l’idoneità dei “chiamati”».

Alcune proposte

Nella terza sezione si legge: «Affinché si realizzi una proposta della fede cristiana, che susciti una risposta vocazionale, si tratta di favorire spazi autentici di relazioni umane tramite l’opera di educatori e accompagnatori adulti nella fede e in ambiti comunitari di vita cristiana attraenti e coinvolgenti». La promozione della vocazione sacerdotale trova «i suoi punti di forza nelle proposte di formazione alla vita cristiana, fondate sull’ascolto della Parola di Dio, sulla partecipazione all’Eucaristia e sull’esercizio della carità». Nelle comunità ecclesiali «occorre incoraggiare un vero e proprio movimento di preghiera per domandare al Signore le vocazioni». Così il Centro diocesano vocazioni «potrebbe proporre e organizzare l’iniziativa del “monastero invisibile”, che impegna molte persone, giorno e notte, nella preghiera continua per le vocazioni sacerdotali». Il «giovedì vocazionale» costituisce «un momento tradizionale di preghiera comunitaria mensile per i sacerdoti e le vocazioni sacerdotali, centrato sull’adorazione eucaristica». Inoltre, la “Giornata mondiale di preghiera per le vocazioni” e la “Giornata del seminario” rappresentano due momenti di notevole rilievo per la preghiera, la catechesi e l’annuncio vocazionale.

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