Redazione

Non si tratta di un adempimento burocratico, ma di un segno forte di unità della Chiesa». Così monsignor Gianni Zappa, moderator curiae della diocesi di Milano, parla dell’imminente Visita ad limina apostolorum dei Vescovi lombardi, sottolineandone in particolare la dimensione fraterna. Le dieci diocesi che formano la regione ecclesiastica della Lombardia porteranno a Roma, alle “soglie degli apostoli”, il proprio vissuto.

di Stefania Cecchetti

Quale diocesi presenterà al Papa il cardinal Tettamanzi?

Senza dubbio una diocesi vivace, impegnata a seguire i rapidi mutamenti sociali ed ecclesiali che stanno avvenendo in questi ultimi anni. Credo siano importanti in particolare tre aspetti.

Innanzi tutto il mutare della tipologia della popolazione, con l’aumento degli immigrati, ormai una presenza non solo significativa ma anche cospicua del nostro quotidiano.

Secondo, il cambiamento della qualità della vita delle persone: le problematiche legate al lavoro, alla casa e ai giovani da un lato hanno accentuato il senso di incertezza, dall’altro hanno però evidenziato una certa e capacità di reazione delle persone coinvolte.

Il terzo aspetto è quello, non trascurabile, dell’invecchiamento della popolazione. Ormai si parla addirittura del 25% di ultra sessantacinquenni, è necessario far crescere attenzioni specifiche riservate a questa fascia di popolazione.

E dal punto di vista più strettamente religioso?

Il primo aspetto problematico è quello di una religiosità che rischia di diventare sempre più individualista. Quello che colpisce non è solo la riduzione della partecipazione all’Eucarestia, ma soprattutto la sua discrezionalità: cominciano a essere molte le persone che vanno a messa solo ogni tanto. Questo chiede che le comunità cristiane vivano una fede sempre più di relazione e di comunione.

Un altro aspetto importante è il calo delle vocazioni: sono sempre meno le persone disposte a impegnarsi tutta la vita al servizio della Chiesa. Infine possiamo rilevare che tra le associazioni ecclesiali sono calate le tensioni, mentre tende a crescere la condivisione di percorsi di ricerca e di fede.

Nonostante i problemi evidenziati e le trasformazioni in atto, la parrocchia si conferma come punto di riferimento essenziale per la pastorale, sia per l’opera primaria e capillare di evangelizzazione del territorio, sia per l’attenzione anche di carattere sociale alle nuove povertà.

Le parrocchie, poi, sono molto più attente alla pastorale dei Vescovi: guardano “al centro” non per ricevere semplicemente risposte per le specifiche situazioni, ma per sentire emergere da lì, come giustamente deve essere, le spinte e le indicazioni di fondo.

Come un fedele può accompagnare un evento come la visita ad limina?

A Roma confluiranno pellegrini un po’ da tutta la Lombardia, e saranno una rappresentanza di tutte le nostre realtà. Crediamo però sia molto importante anche una condivisione a distanza, per questo chiederemo alle parrocchie di pregare molto per il Papa e per la Chiesa locale nei giorni della vista.

La partecipazione nasce dalla consapevolezza che a Roma il Vescovo non va da solo, ma si porta dietro tutto un vissuto di Chiesa: le nostre speranze, le nostre preoccupazioni, la volontà di servire il Signore in questo nostro tempo.

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