Gazzada ospita la XXXVII Settimana di Storia religiosa euro-mediterranea. Giovedì 3 settembre alle 21 incontro aperto a tutti con un vescovo nigeriano sulla situazione dei cristiani in quel Paese dopo le tragedie causate dal gruppo terroristico Boko Haram

di Annamaria BRACCINI

Villa Cagnola

Una Villa che non è solo un luogo magnifico di pace, ma che con il suo carico di storia, di collezioni d’arte e una precisa mission culturale e pastorale, si pone come spazio privilegiato per la riflessione personale e comunitaria. È Villa Cagnola a Gazzada di Schianno, che promuove molteplici attività con una vivacità sorprendente, che parla di serate affollate da centinaia di persone, per la trentanovesima Edizione dell’iniziativa “Musica in Villa”, di altrettanti spettatori per i tre spettacoli teatrali estivi, di tanti visitatori della mostra, visibile fino al 30 settembre, “Giampietrino – Sacra Famiglia” e per il tesoro permanente di opere d’arte contenute nelle sale dello storico edificio, con la sua elegante struttura sospesa tra Barocco e Settecento. 

È qui che si è svolta la conferenza stampa di presentazione di un altro appuntamento, ormai tradizionale e sempre molto atteso, la Settimana religiosa europeo-mediterranea, i cui lavori inizieranno mercoledì 2 settembre, con la lettura di un saluto del cardinale Scola, per prolungarsi fino al giorno 5.

E anche solo a un primo sguardo dei titoli delle relazioni dell’iniziativa e dei profili dei relatori, si vede con chiarezza il tentativo di coniugare – come è nella storia di Villa Cagnola – temi di alto livello intellettuale, attraverso approfondimenti teologico, pastorali e accademici, con il coinvolgimento del grande pubblico.

«Il progetto culturale di Villa Cagnola, come già lo immaginò il fondatore, Guido Cagnola (lui stesso interessato personalmente alle diverse fedi e culture, tanto da tornare pienamente alla cattolicità solo alla fine della vita nel 1946, dopo un lungo periodo di vicinanza al buddhismo), è la promozione del dialogo tra cultura laica e cattolica», spiega, a tale proposito, monsignor Eros Monti, direttore della Fondazione Ambrosiana Paolo VI-Villa Cagnola.

Un confronto intuito e voluto con forza dal cardinale Montini, che già nel 1958 aveva definito la fondamentale importanza dell’Europa “dei Popoli” come base per un cammino di pace futura.

«Dunque, secondo la mission di Villa Cagnola – prosegue monsignor Monti – prese avvio, alla fine degli anni Settanta, nel 1979, l’idea di una ricerca approfondita sulle radici, largamente misconosciute, dell’Europa. Non solo un’operazione storica, ma un tentativo di cogliere di valore di realtà che anche oggi sottostimiamo. Da qui, la disamina analitica delle diverse tradizioni euro-mediterranee, lungo le trentasette Edizioni della “Settimana”, arrivando anche “sconfinamenti” che hanno coinvolto il Nord e Sud America. Poi, negli ultimi cinque anni, la ricerca si è spostata alle grandi aree dell’altro versante del Mediterraneo, il Medio Oriente e, ora, l’Africa».

Oltretutto, la scelta di quest’anno, dedicata appunto all’Africa Sub-sahariana, cade in un momento di stringente attualità, nel rapporto tra cristianesimo e islam, basti pensare al titolo del convegno, «Le missioni in Africa. La sfida dell’inculturazione». «Sì – conferma il Direttore -. Vogliamo farci promotori di una visione che, proposta dai massimi esperti del settore, approfondisca il tema a 360°, nella logica di una scoperta o riscoperta delle ricadute religiose, ideologiche, culturali e artistiche nella cultura africana. Non un ritorno al passato, ma una presa d’atto, con consapevolezza, di ciò che crea il presente e determinerà il futuro, nella differenza tra i diversi contesti. In questo senso, vorrei sottolineare l’importanza della serata, aperta tutti, di giovedì 3 settembre, quando dalle 21 alle 22.30, il vescovo di Sokoto, in Nigeria, monsignor Mattew Kukah, interverrà sulla complessa situazione odierna dei cristiani in Nigeria, dopo le tragedie causate dal gruppo terroristico di Boko Haram.

Convinto sostenitore di una possibile convivenza pacifica nel suo Paese, che ormai vede la presenza praticamente paritaria di cristiani e musulmani, il vescovo Kaukah, è una voce importante per capire cosa stia accadendo in Africa».

Da non dimenticare, infine, un ulteriore appuntamento di prestigio, non collegato alla “settimana”, ma in linea ideale con i grandi valori di dialogo e confronto da sempre promossi dagli Arcivescovi di Milano. Infatti, il 15 settembre alle 18.30 verrà presentato il volume «Martini e noi» (editrice Piemme): insieme al curatore Marco Vergottini, interverranno mons. Monti, Marco Garzonio (presidente dell’Ambrosianeum) e padre Giacomo Costa (direttore di Aggiornamenti sociali). Dopo l’intero anno scorso, dedicato alla figura di Paolo VI con la mostra itinerante confezionata proprio da Villa Cagnola, un richiamo alla storia feconda della Diocesi ambrosiana.

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