Il ruolo, la missione e le finalità dell’istituzione varesina nelle parole di monsignor Eros Monti, direttore dell’Istituto Superiore di Studi Religiosi, che illustra le iniziative in calendario durante l’estate e anticipa quelle previste per l’autunno

di Annamaria BRACCINI

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Un luogo magnifico, dal panorama mozzafiato, una villa che parla di storia e di arte, immersa in un parco con alberi secolari e piante rare, ma anche uno spazio vivace di vita culturale e una cornice di grandi eventi: è Villa Cagnola a Gazzada di Schianno, impegnata negli ultimi anni in un grande rilancio. «Per dire in modo essenziale il senso e le finalità di Villa Cagnola bastano due parole: dono e dialogo – spiega monsignor Eros Monti, direttore dell’Istituto Superiore di Studi Religiosi di Villa Cagnola -. Essa proviene infatti da una donazione di Guido Cagnola, ultimo discendente di questo ramo della famiglia. Egli, che per lunghi anni si era avvicinato al buddismo, quando nel 1946 ritornò alla fede cattolica ricevendo la sua seconda Comunione, fece dono alla Chiesa di tutto il complesso di cui era proprietario – villa, parco e collezione d’arte -, perché qui si potesse perpetuare quel dialogo tra fede cristiana, altre religioni e cultura laica che aveva sperimentato in se stesso».

Quale è la vostra mission?
È molto ampia, dando vita a itinerari connessi ai legami tra arte, fede e cultura, favorendo l’accoglienza e l’ospitalità come occasioni permanenti perché questo dialogo possa concretizzarsi. Diciamo grazie ai molti che qui lavorano e collaborano, senza i quali la finalità originaria di Villa Cagnola perderebbe senso e slancio.

Che cosa avete in programma per questa estate?
Il tempo estivo ci permette di attivare diverse proposte. In collaborazione con la Pro Loco stiamo ospitando, fino al 23 settembre, la 41a edizione della stagione concertistica, “Musica in Villa”. Sempre nella cornice del porticato della Villa, sottolineerei le serate concernenti il rapporto tra fede e cultura, di cui due già realizzate. Il prossimo appuntamento sarà per venerdì 21 luglio, con il titolo «Così attendo sereno la notte. Parole e musica per Padre Turoldo. Un poeta della fede».

Avete pensato agli anziani?
Sì, proprio per cercare di dare risposta alla solitudine e, spesso, all’emarginazione in cui molti vivono l’età avanzata, proponiamo fino al 23 agosto “Estate in Villa”, un soggiorno ricco di proposte spirituali e culturali.

Avete già qualcosa in cantiere per il prossimo autunno?
Anzitutto due proposte cui teniamo molto. La prima è un appuntamento ormai tradizionale, il convegno (giunto alla sua XXXIX edizione), in programma dal 5 al 7 ottobre, che quest’anno indaga un tema quanto mai scottante: «Le migrazioni: tra cause e risposte». L’intento è quello di ricercare le cause profonde dei flussi migratori sotto i diversi profili: sociologico, culturale, religioso, economico. Vorrei anche ricordare l’annuale appuntamento degli Esercizi spirituali aperti a tutti – sacerdoti, religiosi e laici – che, dal 22 al 27 ottobre, verranno predicati da monsignor Pierantonio Tremolada sul tema «“Chi crede in me ha la vita eterna” La vita dei redenti nei testi di Giovanni».

Programmi più vasti per il futuro?
Abbiamo un sogno: passare dallo studio della storia religiosa dei popoli europei, che ha rappresentato il filo conduttore dell’apporto culturale di Villa Cagnola per lunghi anni, ai rapporti con un mondo che può realmente rappresentare il futuro dell’umanità: l’Estremo Oriente. Vorremmo iniziare dedicando i prossimi quattro o cinque convegni annuali a indagare storia, religiosità, arte e cultura della Cina, così da creare le premesse per scambi e contatti che non siano solo quelli guidati da interessi economici e commerciali. Tra l’altro, la nostra raccolta museale è ricchissima di pezzi d’arte cinese, antichi e recenti. Ci pare un’opportunità in più che permetterà ai partecipanti ai Convegni di unire il sapere al vedere. Sono previsti cinque incontri a partire dal 27 ottobre.

In calendario anche un corso di formazione all’impegno sociopolitico…
Infatti. Ulteriore novità è la Scuola di formazione sociopolitica «A Cesare quel che è di Cesare», tenacemente voluta dal Vicario episcopale e dai Decani della Zona di Varese e progettata grazie all’impegno di un gruppo di giovani del territorio. Il percorso, che si articola in dieci incontri più due momenti di spiritualità in Avvento e in Quaresima e una visita conclusiva alle istituzioni europee, si estenderà da ottobre a maggio prossimi ed è offerto a persone tra i 18 e i 40 anni. Avrà ritmo quindicinale, con incontri che si alterneranno il venerdì sera e la domenica mattina. L’iniziativa valorizzerà la presenza costante di relatori e di testimoni, offrirà gli strumenti per discernere l’attuale contesto alla luce della fede e della tradizione ecclesiale. L’obiettivo è costituire un gruppo di persone responsabili, disponibile a continuare il dialogo e il confronto sui temi di maggiore rilevanza politica, economica e sociale attuali, così da giungere a proporre, ai vari livelli di impegno, azioni politiche efficaci, coerenti e convincenti, con particolare attenzione alla realtà locale.

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