Monsignor Ivano Valagussa, Vicario per la Formazione del clero, illustra il significato e i tratti salienti del pellegrinaggio Ismi

Il-Cairo Cropped
Una panoramica del Cairo

Introducendo il pellegrinaggio Ismi in corso in Egitto – a partire da quanto esprime il Salmo 85 «Cresce lungo il cammino il suo vigore», titolo della Lettera pastorale dell’Arcivescovo -, monsignor Ivano Valagussa, Vicario per la Formazione del clero, spiega: «Siamo qui con la stanchezza e la preoccupazione di chi avverte la necessità di cambiamenti nella pastorale, nella vita della Chiesa, delle nostre comunità cristiane, nei nostri oratori… Il pellegrinaggio ha l’efficacia di farci alzare, di sospendere i nostri calcoli, le nostre strategie per metterci sulla strada. Non come vagabondi, ma come viandanti che avvertono il fascino di una promessa di Dio, quella della Città santa, che viene dal cielo… Siamo qui come pellegrini che percorrono vie faticose e promettenti, che s’incontrano con altri pellegrini per formare un’unica carovana: da molte genti, da molte storie. Da questa condivisione della via cresce il vigore della fede. Ne abbiamo bisogno e lo chiediamo».

Sul programma del pellegrinaggio, il primo accenno è all’incontro con la Chiesa copta cattolica e ortodossa, «per condividere il paziente dialogo ecumenico – sottolinea -. Siamo qui per contemplare nel segno delle comunità cristiane la fedeltà di Dio alla sua promessa di salvezza. Per questo preghiamo anche noi unendoci alla preghiera che si eleva ogni giorno da queste Chiese cristiane, da questo Paese culla del monachesimo, terra dei padri del deserto».

In secondo luogo, citando le Piramidi («costruzioni umane imponenti, che hanno sfidato i millenni, segno di una grande civiltà»), Valagussa rileva: «In questa terra si è sviluppata una sapienza, un ingegno, una conoscenza matematica e astronomica, una abilità architettonica e artistica che hanno dato un apporto culturale straordinario all’umanità. C’è una sfida di civiltà urgente e necessaria anche oggi. E cristiani, musulmani e tutti i credenti sono chiamati a dare oggi il proprio contributo, passando attraverso l’incontro, la conoscenza reciproca, il dialogo per offrire il proprio servizio alla dignità dell’uomo, che è preziosa agli occhi di Dio».

Infine, un richiamo al previsto incontro con esperienze di carità promosse da comunità cristiane: «Una Chiesa piccola (circa 250 mila fedeli, ndr), in un mare di carità! Un piccolo mondo popolato da religiosi e religiose, volontari, operatori sociali che ogni giorno opera accanto alle donne per la loro emancipazione, a sostegno dei bambini per la loro alfabetizzazione, a fianco dei malati e dei poveri per il servizio alla salute e alla dignità delle persone». Una realtà che la Chiesa italiana sorregge attraverso i fondi dell’8xmille, sostenendo 14 progetti di carità tra il 2013 e il 2018. «Anche noi in questo pellegrinaggio ci uniamo nella solidarietà a questo segno di carità, sintesi tra preghiera e amore alla storia in cui viviamo. Ciò che incontreremo può sembrarci sproporzionato, una sorta di goccia nell’oceano di necessità e problemi; tuttavia non è grande quello che noi facciamo, ma è grande anche la piccola cosa che facciamo, quando è fatta per amore».

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