«L’accoglieremo con gioia, simpatia, affetto e fiducia»: questi i sentimenti che il segretario del Consiglio pastorale diocesano rivolge al cardinale Scola

Alberto V. FEDELI
Segretario del Consiglio Pastorale Diocesano

Scola_consegna Pallio

«Non dubiti che L’accoglieremo con gioia, simpatia, affetto e fiducia, con quella fiducia generata dalla convinzione che la Chiesa vive nella Storia in continuo progresso verso la Gerusalemme celeste, nonostante tutti i nostri limiti umani, grazie alla presenza sicura in essa dello Spirito del Signore Risorto. Siamo certi quindi che la Sua guida ci farà compiere un altro passo verso traguardi di fede e santità, come abbiamo sperimentato negli anni vissuti a fianco del Suo Predecessore, il cardinale Dionigi Tettamanzi, e come testimonia la millenaria e ricca storia della Chiesa ambrosiana».

È con questi sentimenti, espressi nel saluto rivolto al cardinale Angelo Scola dalla Giunta del Consiglio Pastorale Diocesano, che ci accingiamo ad accogliere il nuovo Arcivescovo. Siamo chiamati a rinnovare, sotto la guida del nuovo Pastore, il nostro impegno missionario di annuncio del Signore Risorto, con una testimonianza libera, coraggiosa ed evangelicamente coerente, affrontando le non facili sfide del tempo presente. Per questo abbiamo bisogno di continuare a sentire parole di speranza radicate nella Parola di Dio vissuta nella tradizione della nostra Chiesa ambrosiana, perché si possa tornare a generare alla vita di fede e alla stessa vita umana, e poter così guardare con fiducia al futuro. E queste parole abbiamo cominciato a sentire nel primo saluto rivolto dal cardinale Scola alla Chiesa di Milano: «Gesù Risorto accompagna veramente il cristiano nella vita di ogni giorno e il Crocifisso è oggettivamente speranza affidabile per ogni uomo e ogni donna».

Vorremmo chiedere al nostro nuovo Arcivescovo di risvegliare in noi la passione per la Chiesa, che si esprime anche nella disponibilità ad assumere il servizio del consiliare nella corresponsabilità pastorale. È in proposito una felice coincidenza che l’avvio del suo ministero episcopale milanese si ponga nel periodo dei rinnovi dei consigli pastorali. Essi infatti possono essere formidabili strumenti di comunione, capaci di favorire quella «pluriformità nell’unità», che il cardinale Scola ha voluto indicare nel suo saluto tra le principali attenzioni che ispireranno il suo servizio episcopale nella Diocesi ambrosiana.

La passione per la Chiesa implica la passione per l’uomo, «via della Chiesa». È significativo in tal senso che il cardianle Scola inizi il suo episcopato in mezzo a noi incontrando i luoghi, i soggetti, gli ambiti del sociale, della fragilità, della cultura, delle comunicazioni, dell’economia, del lavoro, della politica, delle istituzioni. Il magistero del cardinale Scola non manca infatti mai di segnalare l’urgenza di riscoprire l’umano, nella sua necessaria dimensione relazionale, di sollecitarci ad aprirci a «relazioni buone» e «pratiche virtuose», ad assumere nuovi stili di vita, vivendo in autenticità l’accoglienza, la prossimità e la solidarietà.

Sono questi i principali contenuti di quella emergenza educativa che l’episcopato italiano ci pone come sfida nel presente decennio. Sfida che anzitutto le famiglie, primo luogo delle «relazioni buone», sono chiamate ad assumere. In questo le famiglie non saranno sole: siamo sicuri infatti che il nuovo Arcivescovo saprà essere per esse una guida sicura, che, ponendosi nel solco del magistero del suo predecessore, saprà valorizzarle, promuovendo la loro soggettività ecclesiale e sociale.

Il VII Incontro Mondiale delle Famiglie ci sta davanti: con impazienza aspettiamo dunque di iniziare a lavorare con il nostro nuovo Arcivescovo per prepararci a questo evento.

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