Redazione

Conoscere e accettare il proprio modo di essere, è la base sulla quale si può affrontare in modo maturo e consapevole una vita relazionale, sessuale e, qualora lo si voglia, familiare…

di Cristiano Morati
psicologo, psicoterapeuta
Le vie sono diverse,
la mèta è unica.
(Jalal alDin Rumi) – Scrive Tommaso D’Aquino che «ogni essere che agisce, agisce per un fine. Ora, per ogni essere, il fine è il bene che si desidera e si ama. Da ciò è manifesto che ogni essere che agisce, qualunque sia questo essere, compie ogni sua azione, qualunque sia questa sua azione, mosso da qualche amore».

Per avviare questa breve riflessione sulla dimensione affettiva dell’esperienza umana ci sentiamo di scomodare, con il dovuto rispetto, San Tommaso D’Aquino, che sembra qui indicarci nel sentimento dell’amore il motore primigenio della nostra vita, una forza che esce dal merito dell’oggetto verso il quale è diretto, trovando il suo significato nella necessità del proprio manifestarsi; una definizione bella e che soprattutto ci permette di avviare una serie di riflessioni senza dover esprimere giudizi di carattere morale.

Una tale forza può, da un punto di vista psicologico, essere intesa come un sentimento che è espressione, determina ed è determinato, nella forma del proprio manifestarsi, dalla nostra personalità, dalle nostre esperienze di vita e dal nostro sistema relazionale e familiare; il tutto sostanziandosi come sentimento principe ed espressione di quella vita affettiva in cui ciascuno di noi trova la dimensione più peculiare e permanente della propria personalità e la sua dimora interiore.

Ma la dimensione umana, della quale il mondo affettivo è parte primaria, risulta essere maggiormente complessa coinvolgendo a livello soggettivo corpo e anima, intelletto e volontà, e a livello sociale relazioni interpersonali e interazione con il mondo; in questa prospettiva proprio un’armonica crescita e interazione tra queste componenti ci permette di sperimentare il mondo affettivo in termini di fiducia, responsabilità e spontaneità fino a strutturare, in parte, la nostra identità personale e sessuale, l’educazione dei nostri sentimenti, la rappresentazione della nostra maternità-paternità e, più in generale, la dimensione affettiva delle relazioni familiari e sociali.

Conoscere e rispettare il proprio mondo affettivo, e quindi conoscere e accettare il proprio modo di essere, è la base sulla quale si può affrontare in modo maturo e consapevole una vita relazionale, sessuale e, qualora lo si voglia, familiare, soprattutto nel mondo contemporaneo, in cui spesso si è spinti da costumi e modelli sociali dominanti a ricercare continue “emozioni”, come se esse fossero il metro di misura della qualità della vita.

Ma l’emozionarsi, seppur importante e fondamentale, è solo una delle componenti del mondo affettivo; è uno stato affettivo molto intenso che si prova trovandosi di fronte a un fatto nuovo e diverso rispetto a ciò che per una persona costituisce la “normalità”, e determina reazioni sia sul piano fisiologico che su quello comportamentale. Contemporaneamente è velocemente assimilabile, e quindi richiede continue variazioni per non trasformarsi in stati affettivi durevoli, poco coscienti, senza un oggetto specifico a cui si rivolgono e senza uno stimolo chiaro che li ha causati.

La vita affettiva è infine permeata da sentimenti, che possono essere descritti come emozioni diluite nel tempo. Perciò la paura diventa angoscia, la collera diventa odio, la simpatia diventa innamoramento e quindi amore, e l’amore è una realtà pienamente umana che non comprende solo l’affettività, ma tutta la persona con la sua intelligenza (conosco l’altro nella sua realtà e non nella mia immagine) e la sua volontà (scelgo l’altro perché l’altro è importante per me al di là dei suoi limiti che ora conosco), dove un “io” si apre a un “tu” che ricambia.

Quindi per “amare ed essere amati” è importante imparare a conoscere se stessi e il proprio stile affettivo, accettarsi e accettare l´altro e gli altri per come sono e non per come vorremmo che fossero, rispettare i propri sentimenti e quelli di coloro che non sono come noi, mantenendo coerenza e aprendosi al mondo senza timore, seguire il nostro fine, vivere e quindi amare.

Ti potrebbero interessare anche:

Questo sito fa uso dei cookie soltanto per facilitare la navigazione Maggiori Informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi