Il cardinale Angelo Scola ha ordinato questa mattina, in un Duomo gremito di fedeli, ventuno nuovi sacerdoti e un religioso

di Simona BRAMBILLA

Nuovi preti 2012

Giovanni Sala, classe 1981 e una laurea specialistica in Astrofisica, entrato in Seminario dopo la Giornata Mondiale della Gioventù a Monaco. Graziano Mastroleo, ha studiato nel Seminario di Molfetta e a Milano ha deciso di riprendere il cammino verso il presbiterato. Alessandro Zappa, un futuro come chimico, e Luca Damiani, nato nel 1972, il maggiore della classe, che ha un fratello in III teologia. Questi sono solo quattro dei ventidue nuovi sacerdoti che questa mattina l’arcivescovo Angelo Scola ha ordinato in Duomo. Ventidue uomini di età, storie, cammini differenti, ma uniti da quella vocazione che oggi si trasforma in dono alla Chiesa e all’umanità. È stata una cerimonia molto intesa quella di sta mattina, che segna l’inizio di un cammino lungo e faticoso nel segno della fede. Il Cardinale, nella sua omelia, ha voluto sottolineare l’importanza della scelta compiuta da questi giovani. «Carissimi, di fronte all’ampiezza di orizzonti propria del ministero presbiterale non potete, non possiamo non sentirci tremare i polsi. Siamo, infatti, strutturalmente impari al dono ricevuto, alla missione che ci viene affidata – ha detto l’Arcivescovo rivolgendosi direttamente ai nuovi sacerdoti -. È una sproporzione radicale e insuperabile, non semplicemente una nostra debolezza che, con un’ascesi paziente, possa essere rimossa! Noi non siamo la luce, né siamo in grado di produrla: possiamo solo rifletterla per offrirla a tutti». Il Cardinale Scola ha inoltre voluto ricordare le parole pronunciate dal Santo Padre durante la celebrazione dell’Ora Media lo scorso sabato: «Il Papa ha affermato: «Cristo “rimane sempre il principio e la fonte della unità di vita dei presbiteri. Per raggiungerla, essi dovranno perciò unirsi a Lui nella scoperta della volontà del Padre e nel dono di sé per il gregge loro affidato (…) non c’è opposizione tra il bene della persona del sacerdote e la sua missione; anzi, la carità pastorale è elemento unificante di tutta la nostra persona e la nostra azione ecclesiale». Lo stesso Santo Padre ha messo poi in evidenza le due condizioni essenziali perché la nostra vita diventi luce per il mondo: l’unione con Cristo e il dono totale di sé perché cresca la comunione. Uomini di preghiera e uomini di comunione e, per questo, uomini per il bene del mondo, anche dell’affascinante e travagliato mondo post-moderno di oggi. Sono questi i collaboratori che Dio vuole per «guidare il popolo cristiano con il ministero dei sacerdoti»». In conclusione della sua omelia, l’Arcivescovo ha espresso, a nome di tutta la chiesa Ambrosiana, il suo più sentito grazie ai nuovi sacerdoti per la scelta compiuta. «Carissimi ordinandi, vi siamo grati per la scelta coraggiosa del presbiterato, lo siamo a tutti i vostri cari che continueranno a prendersi cura delle vostre persone rispettando il vostro ministero. Diciamo la nostra gratitudine alle persone, alle parrocchie, alle comunità cristiane che vi hanno proposto la vita stessa come vocazione su cui è fiorita poi la vostra scelta e a quelle che già vi hanno accolto. Ed il nostro grazie va soprattutto al Cardinal Dionigi Tettamanzi col quale avete dato inizio a questo prezioso cammino, va alla comunità del Seminario, ai Superiori e ai Docenti che lungo tutti questi anni vi hanno accompagnato fino a farsi garanti presso l’Arcivescovo e tutto il popolo di Dio del decisivo passo che ora state compiendo».
Ad assistere alla celebrazione in Duomo vi erano moltissime persone: oltre ai famigliari, anche molti fedeli delle parrocchie di origine dei futuri preti e persone delle parrocchie in cui hanno fino ad ora collaborato. Al termine della cerimonia, l’Arcivescovo si è rivolto nuovamente ai nuovi preti e a tutti i giovani presenti esortandoli a dare ascolto alle diverse vocazioni, sia al matrimonio sia al sacerdozio, e a non esitare a scegliere anche quest’ultima strada.
Sul piazzale del Duomo, dopo il momento di raccoglimento dei nuovi sacerdoti con l’Arcivescovo, gli amici delle comunità di appartenenza hanno infine accolto i preti novelli con lunghi applausi, divertenti striscioni e cartelloni.

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