Redazione

Attraverso il Carnevale dei ragazzi, la Fom svolge un servizio non solo nei confronti di Milano, proponendo una delle poche iniziative di ampia portata in occasione di questa festa, ma verso gli oratori stessi, stimolandone la fantasia e le capacità collaborative.

di Roberto Mauri

Il “Carnevale dei ragazzi” èda ormai trent’anni un appuntamento che la Fom cura con particolare attenzione: ad esso dedica mezzi e persone, tempi e risorse, per parecchi mesi, prima della sua realizzazione, quel fatidico pomeríggío del sabato grasso. L’appuntamento del Carnevale dei ragazzi è importante perchè si caratterizza come concreto ambito di servizio ai ragazzi (e non solo di quelli che vanno all’oratorio) e presenza nel civile. Esso rappresenta un momento privilegiato di incontro della Fom e degli oratori ambrosiani con la città di Milano.
Il Carnevale è un’occasione unica nel corso dell’anno perché anche le autorità civili, il grande pubblico, la stampa laica, cittadini, genitori e ragazzi possano venire in contatto con la realtà oratoriana, apprezzarne la presenza educativa, l’efficacia e lo stile dell’animazione.

Non vi è chi non ricordi la curiosità e l’entusiasmo sempre crescente che anno dopo anno riscuote l’allegro passaggio dei ragazzi e dei giovani oratoriani per piazza Duomo e le vie adiacenti; basti solo pensare alle ultime edizioni del Carnevale dei ragazzi come “Re Regine e cortigiani”, “Volare ops ops” (ricordate quell’interminabile sfilata di oratori che stupì tutta Milano?) e il “Mitico” dello scorso anno.

Oltre a realizzare un incontro, gli oratori e la Fom intendono offrire un servizio alla città: il Carnevale dei ragazzi è l’unica manifestazione del Carnevale ambrosiano di così ampia e pubblica portata specificamente pensata e realizzata per e con i ragazzi e i bambini. Se non ci fosse il Carnevale dei ragazzi, i bambini festeggerebbero il Carnevale privatamente, nelle loro scuole o girando isolatamente per le vie del loro quartiere, accompagnati da genitori e nonni. Oppure, quando raggiungono la preadolescenza, vedremmo solo delle bande di ragazzi mascherati girovagare per la città abbandonati a se stessi, evitati da compagni e adulti per timore di qualche scherzo violento o di cattivo gusto.

Il Carnevale degli oratori, al contrario, offre a tutti i ragazzi occasione di celebrare l’allegria, l’entusiasmo di questo giorno all’interno di un progetto ed un momento collettivo di intensa socializzazione e partecipazione. In un momento in cui i minori sono sempre più frequemente marginalizzati dalla vita sociale, gli oratori pongono i ragazzi al centro del Carnevale, facendoli essere protagonisti della festa e non, come spesso accade in altri contesti, delle frange fastidiose, pericolose e per questo emarginate.

Il Carnevale dei ragazzi non è solo servizio alla città e servizio ai ragazzi. Esso èanche servizio agli oratori, sempre così affamati di idee, di suggerimenti, tesi a valorizzare la loro azione educativa. Grazie agli incontri di preparazione si moltiplicano i contatti e gli scambi tra la Fom e gli oratori, tra oratorio e oratorio. Il Carnevale diventa occasione di unità, di conoscenza reciproca, di cooperazione in vista della realizzazione di un progetto educativo condiviso, un’altra tappa a sostegno e potenziamento della pastorale diocesana dei ragazzi.

Il Carnevale dei ragazzi è infine (ma non ultimo) uno dei migliori biglietti da visita dello stile dell’animazione oratoriana. L’animazione della vita di gruppo e del gioco è una delle prerogative del metodo educativo oratoriano. Essa ha come fine l’attivazione nel ragazzo e nel giovane di nuove responsabilità e capacità di progettare il futuro, in un rinnovato equilibrio con gli altri. Il Carnevale diventa in questa luce una favorevolissima occasione di animazione sociale. Esso si trasforma da momento di evasione in occasione educativa, liberandolo dalla massificazione e dal consumismo in cui viene vissuto normalmente da molti genitori e ragazzi. Esso educa all’anticonsumismo invitando ragazzi ed educatori a partire dalla loro creatività e fantasia per realizzare con materiali poveri e di recupero le loro idee originali di animazione. Viene così favorita la partecipazione di tutti, con un crescendo nella preparazione e nell’entusiasmo in cui i giovani stanno con i ragazzi e li sostengono nel loro cimentarsi in soluzioni di maschere, giochi, trovate; e in cui i genitori creano attorno ai giovani quelle infrastrutture (allestimenti, costruzioni, impianti, strumenti ed attrezzi) con le quali far compiere un salto di qualità all’impegno individuale.

Il tema del Carnevale di quest’anno è, si può dire, un “classico”: i colori. Sarà l’ennesima occasione di interpretazione creativa, dove niente è scontato perché esso viene reinventato dall’allegra fatica di trovare tutti insieme il proprio insostituibile momento di espressione e realizzazione nella gioia.

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