L’udienza in Piazza San Pietro ha concluso il pellegrinaggio giubilare della sezione lombarda dell’associazione, a cui hanno preso parte circa 500 soci, di cui 50 malati in carrozzina. La documentazione fotografica della tre-giorni

pellegrinaggio giubilare Unitalsi

Circa 500 soci – di cui 50 ammalati in carrozzina, che hanno viaggiato su due treni e 16 pulmini attrezzati – hanno partecipato, dal 14 al 16 marzo, al pellegrinaggio giubilare della sezione lombarda dell’Unitalsi (Unione Nazionale Italiana Trasporto Ammalati a Lourdes e Santuari Internazionali) a Roma.

Il pellegrinaggio si è aperto nel pomeriggio di lunedì presso la Basilica di Santa Maria Maggiore, col passaggio della Porta Santa e la celebrazione liturgica all’altare papale presieduta dal cardinale Gianfranco Ravasi, presidente del Pontificio consiglio della Cultura. Durante l’omelia Ravasi ha ricordato come ogni celebrazione eucaristica comprenda due sguardi: uno rivolto verso l’alto, verso la Parola di Dio che scende dal cielo, e uno sguardo orizzontale, verso gli occhi dei fedeli. Ha quindi inteso iniziare l’omelia con lo sguardo orizzontale per ricordare il legame tra tutti i presenti, la provenienza dalla Lombardia a lui tanto cara e dove si trovano le sue radici geografiche e spirituali: un segno di amicizia verso tutti i pellegrini. Al termine della celebrazione i presidenti delle sottosezioni lombarde hanno deposto rose bianche sull’altare della Madonna Salus Popoli Romani: lo stesso gesto che anche papa Francesco compie alla vigilia della partenza e al ritorno di ogni suo viaggio apostolico.

La seconda giornata ha visto i pellegrini visitare i Musei Vaticani, la Cappella Sistina e la Grotta di Lourdes nei giardini vaticani. Il Vescovo di Lodi monsignor Malvestiti, che guidava il pellegrinaggio, ha ricordato come l’altare della grotta sia stato donato alla Santa Sede dal Santuario di Lourdes, dove era il primo altare della grotta, sottolineando come questo faccia sentire Maria ancora più vicina ai sofferenti. Dopo l’Angelus a mezzogiorno, nel pomeriggio la celebrazione eucaristica nella Basilica di San Pietro, all’Altare della Cattedra, presieduta dall’Arciprete cardinale Angelo Comastri, con tanti sacerdoti e assistenti spirituali concelebranti. Comastri ha rivolto un saluto affettuoso agli unitalsiani, tra i quali volti a lui noti per i pellegrinaggi a Loreto (dove è stato Arcivescovo). Nell’omelia ha rilevato come l’incontro con l’amore di Dio, anche nella più profonda sofferenza, porta ad acquisire pace e serenità interiori, che cambiano completamente la nostra vita. Al termine, il passaggio della Porta Santa con i malati in carrozzina.

L’ultima giornata, infine, è stata dedicata all’Udienza con papa Francesco. Pellegrini, volontari e ammalati si sono messi in viaggio molto presto per raggiungere Piazza San Pietro, dove il Pontefice è arrivato alle 9.30 a bordo della sua Papamobile, come di consuetudine. Percorrendo i corridoi della Piazza, qua e là ha sostato soprattutto vicino ai bambini, per donare loro un tenero abbraccio e un bacio. Nella sua breve omelia Francesco ha spiegato come i libri 30 e 31 del profeta Geremia siano detti «della consolazione», perché in essi la misericordia di Dio si presenta con tutta la sua capacità di confortare e aprire il cuore degli afflitti alla speranza: un messaggio di consolazione che risuonerà ogni volta che solitudine, sofferenza e morte faranno pensare di essere stati abbandonati da Dio. Prima di congedarsi il Papa ha salutato personalmente alcuni disabili con i loro accompagnatori: un saluto atteso e sperato.

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