Un percorso ideale per rendere ancora più significativa l’esperienza del pellegrinaggio diocesano

di Massimo PAVANELLO

Lourdes

Il pellegrinaggio diocesano, oltre ai momenti comunitari, prevede un congruo tempo sia per la preghiera personale sia per la visita ai luoghi più significativi di Lourdes. La celebrazione del sacramento della penitenza, l’esercizio della Via crucis e altre forme di orazione, per esempio, sono lasciate alla libera iniziativa dei singoli pellegrini. Così come, accompagnati dai sacerdoti e dalle guide, i fedeli potranno formare piccoli gruppi spontanei per visitare i luoghi simbolo della cittadella santa. Proponiamo allora schematicamente un ideale percorso, che non può mancare nell’esperienza di chi si reca al santuario francese, suggerendo qualche intreccio di significato con i temi propri del pellegrinaggio ambrosiano.

La chiesa parrocchiale. La prima tappa di un possibile cammino è la chiesa parrocchiale nella quale si conserva ancora il fonte battesimale dove ha ricevuto il sacramento Bernadette. E’ stata proclamata santa, infatti, soprattutto perché seppe vivere bene la grazia del suo battesimo. Una circostanza che ci mette in immediata sintonia con l’Anno ecclesiale che si sta per aprire poiché l’immersione nel fonte è il sacramento d’introduzione alla fede cristiana e alla vita comunitaria.

Il cachot, la casa dei Soubirous. La seconda ideale sosta dell’itinerario di Lourdes è il cachot. Qui, infatti, i Soubirous hanno alloggiato, poiché caduti in disgrazia, in un’unica stanza. L’ambiente era umido e buio. La miseria si aggiungeva poi al disonore per un’accusa falsa rivolta al padre. Il modesto contesto abitativo nel quale Bernadette matura la propria fede, non può che rimandare a testi di particolare predilezione evangelica: “Beati i poveri, perché vostro è il Regno di Dio”, secondo la promessa di Gesù; oppure: “Ha guardato all’umiltà della sua serva”, per dirla col Magnificat. Una benedizione, questa, che Bernadette ha condiviso con la propria famiglia, la quale ha saputo restare unita testimoniando la fede in Dio e rafforzando la fiducia reciproca. Gli stessi doni che sono stati invocati ripetutamente durante il recente VII Incontro mondiale delle famiglie.

La Grotta. La Grotta è la terza possibile tappa. La madre di Gesù invita anche oggi ad andare a bere alla sorgente come gesto di purificazione che porta salute e salvezza. Il figlio di Dio che accompagna verso la grotta chiede di ripetere, lungo il cammino, l’invocazione che ha contraddistinto i credenti d’ogni tempo: “Il Signore è la mia roccia!”.

L’oratorio dell’ospizio. Il Cammino – iniziato con il Battesimo – termina con l’Eucaristia e il servizio, come ogni autentico percorso della vita cristiana. Ecco perché l’ultima tappa del cammino di Lourdes raggiunge proprio la cappella dell’ospizio dove Bernadette ha ricevuto la comunione e dove si è esercitata nella carità. In quest’istituto, retto dalle Suore della Carità di Nevers, Bernadette si preparò alla Prima Comunione – ricevuta il 3 giugno 1858 (tra la 17 ª e la 18ª apparizione) – ma soprattutto imparò a servire i malati più abbandonati capendo il vero legame tra eucaristia e sofferenza.

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