Raccogliendo lo stimolo offerto dal Fondo Famiglia-Lavoro, molte comunità si sono attrezzate per realizzare progetti in ambito locale

di Silvio MENGOTTO

Fondo famiglia lavoro

In quasi tre anni il Fondo famiglia-lavoro non solo ha raggiunto 9300 famiglie, ma ha sollecitato nuovi progetti che, di fatto, stanno dando continuità al Fondo stesso in tutte le sette zone della Diocesi.

Un sostegno economico e famiglie tutor nel Vigentino; a Belledo Germanedo nasce il “Fondo per una comunità solidale”; a Barzanò si sono attivati imprenditori responsabilmente presenti nel territorio; a Giussano è sorta una cassa solidale e altro; a Cinisello Balsamo l’adozione momentanea di un disoccupato; a Sesto San Giovanni il progetto Lo.Care per dare una risposta al disagio abitativo e altri ancora.

Nel Decanato di Azzate (Zona pastorale di Varese) la crisi è stata un’occasione per pensare strade nuove. La Cooperativa Sociale Abad (parola ebraica che significa lavorare, servire) inaugurata nel 1994 dal cardinale Martini, tramite Caritas e le parrocchie ha avuto un aiuto straordinario con l’impegno da parte di Abad di collocare nel lavoro qualche caso segnalato dal Fondo, ma che necessitava di un aiuto continuo. Da questa esperienza è nato il progetto di mutare il modello di inserimento lavorativo delle persone disabili e di chi, causa la crisi, ha perso il lavoro scivolando sotto la soglia di povertà. A fronte di lavori di pulizia di uffici, strade e gestione del verde, la Cooperativa si impegna all’assunzione di un lavoratore con un contratto di lavoro regolare e al monitoraggio dell’andamento dell’inserimento in collaborazione con i servizi sociali del Comune e la Caritas.

Un intervento che parte dalla logica promozionale e non assistenziale, perché tenta di restituire dignità al lavoratore, si è sperimentato a Garbagnate nel Decanato di Bollate (Zona pastorale di Rho). La Caritas cittadina ha proposto un’iniziativa a tutta la comunità pastorale: farsi carico di chi, causa la perdita del lavoro e l’esaurimento degli ammortizzatori sociali (Cig, contratti di solidarietà), rischia di perdere la dignità insieme al lavoro. Con la collaborazione di una Cooperativa sociale alcuni disoccupati con figli minori verranno assunti con regolare contratto di lavoro per un periodo massimo di 6 mesi o per il necessario periodo che consente di accedere agli ammortizzatori sociali. Alla comunità è stata proposta una raccolta di fondi strutturata in modo tale che una famiglia non colpita dalla crisi del lavoro possa farsi carico delle difficoltà di una famiglia invece colpita. Il costo aziendale del lavoratore (circa 10 mila euro per un periodo di 6 mesi ) viene così coperto: 15% dalla Cooperativa sociale, 10% dalla Caritas ambrosiana, 75% dai contributi della comunità cristiana di Garbagnate Milanese.

A Vimercate (Zona pastorale di Monza) l’esperienza del Fondo ha reso evidente e urgente la necessità di allargare gli interventi organizzando forme di risposta decentrate. Con questa logica sono nati diversi Fondi di solidarietà per iniziativa di Caritas, parrocchie, Acli e Comune.

A Ronco Briantino sono state sostenute sette famiglie (9 mila euro), a Usmate Velate altre 15 famiglie sono state aiutate (11 mila euro). Nel Decanato si sono sviluppate iniziative sulla casa con l’associazione Progetto Ospitalità che dispone di nove appartamenti che accolgono in via temporanea nuclei familiari in difficoltà.

A Concorrezzo è nato il nuovo centro “5 pani e 2 pesci” di distribuzione gratuita di generi alimentari. Nel Decanato alcune Amministrazioni comunali stanno sperimentando la formula dei voucher dando lavoro ad alcune persone disoccupate per attività di utilità sociale.

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