Sabato nella parrocchia ospedaliera del San Gerardo il cardinale Scola benedirà l’altare. Il parroco don Egidio De Martin descrive l’opera pastorale dei sacerdoti al servizio dei malati

di Veronica TODARO

Chiesa ospedale San Gerardo Monza

È una presenza preziosa e significativa, tanto più che si trova in un luogo di sofferenza. Si tratta della parrocchia ospedaliera San Gerardo dei Tintori, che sabato 15 dicembre accoglierà il cardinale Angelo Scola per il rito solenne di dedicazione dell’altare e della chiesa parrocchiale stessa. Il programma di preparazione all’evento prevede una settimana intensa con confessioni, preghiere comunitarie e Sante Messe con riflessione sulla Chiesa.

Dopo il trasferimento dei reparti dell’ospedale vecchio al nuovo, si è sentita l’urgenza di una struttura pastorale più ampia. Sono aumentati i malati e conseguentemente anche i loro parenti, che usufruiscono della chiesa. L’Azienda ospedaliera aveva quindi messo a disposizione alcuni spazi già esistenti, ma da sistemare, in quanto abbandonati da più di vent’anni, ed altri da costruire ex novo. L’ospedale ha sistemato l’esterno della struttura, mentre la parrocchia ha dovuto pensare all’interno, uno spazio vasto di circa 1.100 metri quadrati, comprensivi di chiesa, sale per incontri e appartamenti dei sacerdoti. I costi dell’opera sono stati sostenuti in parte dall’Azienda ospedaliera e in parte dalla parrocchia, che ha dovuto sobbarcarsi una spesa di circa un milione e mezzo di euro, in parte già finanziata, in parte da finanziare.

Utile ricordare che il bacino d’utenza dell’ospedale San Gerardo comprende la gran parte della Brianza e non solo la città di Monza. Una struttura tanto più necessaria se si pensa ai numeri dell’ospedale: circa 2.800 dipendenti, 780 posti letto, 26 mila ricoveri in degenza ordinaria e 12 mila in day hospital. Ventisettemila interventi, un milione le prestazioni ambulatoriali e 110 mila accessi l’anno di pronto soccorso.

«Noi sacerdoti che qui viviamo ed esercitiamo il nostro ministero – spiega il parroco don Egidio De Martin – ci collochiamo, con grande disponibilità, accanto a ciascun malato accompagnandolo con discrezione, libertà e rispetto. Per chi lo desidera, all’accompagnamento umano si aggiunge quello spirituale e sacramentale. Esso è caratterizzato dal sostegno e dalla cura per la propria vita interiore, attraverso il colloquio spirituale e rafforzato dalla celebrazione dei sacramenti della Confessione, dell’Eucaristia e dell’Unzione dei malati».

La celebrazione di questi tre sacramenti, vengono garantiti quotidianamente a tutti coloro che ne fanno richiesta. Nei confronti dei pazienti di religione diversa da quella cattolica, che esprimono il vivo desiderio di poter avere vicino a sé il loro ministro di culto, la parrocchia si attiva per soddisfare questo loro bisogno spirituale. «Ogni giorno – racconta il parroco – facciamo visita ai pazienti ricoverati nei reparti di degenza ordinaria e d’urgenza portando loro il conforto della fede e il calore della vicinanza umana. Anche noi ci sentiamo alleati con tutti coloro che combattono il male con e per il paziente. La nostra presenza non dimentica il personale dipendente, proponendo a tutti, lungo l’anno, tramite invito personale, momenti di riflessione, celebrazioni, visita nei singoli ambienti di lavoro in occasione del Natale portando la benedizione del Signore, e sfruttando tutte le piccole occasioni della giornata per farci attenti e presenti a ciascuno».

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