Redazione

Con l’inaugurazione del pensionato studentesco del Villaggio Barona si raggiunge una nuova e importante tappa di un’iniziativa volta ad aiutare le fasce più deboli della popolazione della metropoli lombarda.

di Cristina Conti

Settantasette appartamenti per famiglie disagiate, servizi sociali per malati di Aids e per il disagio psichico, assistenza per bambini, anziani e ragazze madri. Sono questi i risultati di dodici mesi di attività del Villaggio Barona (www.villaggiobarona.it ). Situato nella periferia sud di Milano, il complesso è stato inaugurato circa due anni fa, nel dicembre 2003, ed è nato dall’iniziativa della Parrocchia San Nazaro e Celso, promosso dalla Fondazione Attilio e Teresa Cassoni con il contributo della Fondazione Cariplo e della Banca Popolare di Milano. Con un investimento complessivo superiore ai 23 milioni di euro, il progetto sta trasformando un’area industriale di circa 40.000 metri quadrati di proprietà della Fondazione Cassoni, in un vero e proprio villaggio, dotato di una pluralità servizi di assistenza e di residenza sociale, con attività commerciali e spazi per il tempo libero e la cultura.

Gli alloggi del pensionato studentesco del villaggio, che sarà inaugurato il prossimo 14 ottobre, accoglieranno 122 studenti. «Un grande passo avanti per aiutare tutti i giovani che vengono in città per studiare e che non possono far fronte a una spesa di 800 euro al mese per una camera in affitto senza servizi», spiega Alessandro Calducci, responsabile del coordinamento scientifico del Villaggio Barona. Qui il costo delle camere, tutte con bagno, varierà a seconda delle fasce di reddito da 200 a 700 euro al mese. Particolarità poi della struttura è quella di essere integrata con due sale dedicate al tempo libero e una mensa interna in cui i ragazzi potranno andare per la colazione, il pranzo e la cena. All’interno del pensionato ci sono, infatti, un auditorium, che ospiterà incontri, convegni e spettacoli teatrali e una sala lettura, dove i ragazzi potranno incontrarsi e studiare insieme. «Il pensionato è poi completamente integrato all’interno del villaggio e può dunque beneficiare di tutti i servizi e le strutture che lo compongono», aggiunge Calducci.

Entro il 2005 verrà completato e inaugurato anche un parco-giochi destinato ai bambini. «Milano, dove dagli anni ’70 non si fa più edilizia popolare, sta tornando a essere la città del possibile, dove le difficoltà vengono superate», ha sottolineato l’assessore all’Urbanistica Gianni Verga. Nel Villaggio Barona gli appartamenti hanno affitti particolarmente accessibili (5 € al mq) e perciò alla portata anche dei più indigenti. Esportare questo modello in altre aree della città e aumentare il numero di stabili del villaggio può essere particolarmente utile al capoluogo lombardo. Il problema delle case a Milano, infatti, è sempre più grave. Affitti e mutui hanno ormai toccato cifre da capogiro e sono le fasce più deboli a farne le spese. «Il modo migliore per onorare il villaggio Barona, infatti è imitarlo, farne un modello e prevederne una serie», ha spiegato Giuseppe Guzzetti della Fondazione Cariplo. Proprio per aiutare le persone in difficoltà la Fondazione Cariplo ha promosso un progetto di housing Sociale a favore di famiglie monoreddito, studenti, anziani, stranieri: 75mila metri quadrati di alloggi a canone moderato. Il Fondo verrà collocato nel corso del 2005 e gli alloggi saranno disponibili già dal 2007.

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