Redazione

L’opuscolo – che richiama nel titolo un’espressione usata
da Giovanni Paolo II al Giubileo degli Sportivi nel 2000 –
raccoglie le letture delle messe delle tre domeniche “olimpiche”

In occasione dei prossimi Giochi olimpici invernali l’Ufficio nazionale per la Pastorale del tempo libero, turismo e sport della Conferenza episcopale italiana ha preparato un piccolo sussidio liturgico messo a disposizione nei Villaggi olimpici. L’opuscolo – che raccoglie le letture delle messe delle tre domeniche “olimpiche” – si intitola Lo sport è un dono di Dio, espressione usata da Giovanni Paolo II al Giubileo degli Sportivi nel 2000.

«Siamo qui per essere protagonisti dei Giochi – scrive agli atleti nella presentazione del testo monsignor Carlo Mazza, direttore dell’Ufficio e cappellano azzurro alle Olimpiadi -. Ci prende un’immensa emozione e nel contempo siamo impegnati in una straordinaria impresa sportiva. L’una e l’altra esprimono la bellezza dello sport, la sua indicibile carica di umanità, la sua capacità di rappresentare il meglio di se stessi di fronte agli occhi del mondo con gesti atletici memorabili».

Il ricordo di Giovanni Paolo II, «il grande Papa degli Sportivi», nell’intestazione si richiama a «una parola che ci sta a cuore; è una parola luminosa che eleva lo Sport ad altissima dignità, espressione dell’amore creativo di Dio».

«I Giochi – continua monsignor Mazza – richiamano i valori essenziali dello sport e diventano occasione di “eloquente amicizia” e di “relazioni di intesa solidale tra i popoli”, come ci ricorda Benedetto XVI, aprendo i nostri orizzonti sull’intera umanità, “segnata da non poche tensioni e anelante a costruire un futuro di autentica pace”». E anche l’opuscolo contribuisce a questi obiettivi, «secondo uno spirito degno dell’uomo sportivo».

Monsignor Mazza conclude la sua presentazione unendosi alle attese delle istituzioni sportive e degli appassionati italiani, «auspicando un’Olimpiade degna delle gloriose tradizioni sportive del nostro Paese» e con l’augurio «che tutti gli atleti italiani possano esprimere le loro qualità migliori, frutto di riconosciuto talento e di dura disciplina sportiva, donandoci magici momenti di gioia e di comune soddisfazione». (m.c.)

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