Il riconoscimento per la Pace, istituito dal Pirellone «per rendere omaggio e additare a esempio personalità ed esperienze di rilievo per la solidarietà e l’amicizia tra i popoli», è stato assegnato anche all’Ospedale diocesano in Zambia

di Luisa BOVE

ospedale chirundu - Elisa Facelli

Giunto alla XIV edizione, il Premio per la Pace istituito dalla Regione Lombardia «per rendere omaggio e additare ad esempio personalità ed esperienze di rilievo per la solidarietà e l’amicizia tra i popoli», è stato assegnato martedì scorso anche all’Ospedale diocesano di Chirundu in Zambia.

«Quest’anno – ha detto il presidente Roberto Formigoni – sono arrivate moltissime segnalazioni da parte di organizzazioni, amministrazioni locali, cittadini… è stato davvero difficile scegliere i migliori. Ci sono esempi di vero eroismo, gente che ha sacrificato la propria vita, che ha speso tutte le proprie energie e risorse per costruire la pace».

A ritirare il premio per i 50 anni di servizio in Zambia c’erano don Antonio Novazzi, responsabile della Pastorale missionaria, e Pietro Ugazio, medico chirurgo volontario presso il Mtendere Mission Hospital, l’“Ospedale della pace” sostenuto appunto dalla Diocesi e dal Celim di Milano. «Siamo contenti di questo riconoscimento che la Regione ha voluto assegnare alla Diocesi e a coloro che in questi 50 anni si sono resi disponibili al servizio in ambito sanitario – ha commentato don Novazzi -. Il Premio conferma, ancora una volta, il lavoro della Chiesa di Milano e di tante persone, volontari, medici, laici e sacerdoti, che da 50 anni sono presenti in Zambia, anche facendo promozione umana attraverso l’ospedale di Chirundu».

Il Mtendere Mission Hospital ha ricevuto questo riconoscimento grazie all’impegno nella lotta all’Aids, nella prevenzione e nella cura di migliaia di persone ogni anno. L’ong Celim collabora con l’Ufficio missionario della Diocesi ambrosiana per sostenere le attività dell’ospedale africano inviando medicinali e attrezzature sanitarie, non reperibili a livello locale, attraverso spedizioni di container, reclutando personale qualificato, occupandosi delle costruzioni e manutenzioni delle strutture e dell’impiantistica, raccogliendo contributi e donazioni per affrontare le spese di gestione in Zambia. La Diocesi, che quest’anno ha festeggiato i 50 anni di presenza in Zambia, ha ottenuto due riconoscimenti importanti per il lavoro svolto all’ospedale di Chirundu: oltre al Premio per la pace di Regione Lombardia, nel giugno scorso ha ricevuto anche il Premio Isimbardi nella Giornata della riconoscenza.

Il Mtendere Mission Hospital è al centro della campagna “Positivi nell’anima”, lanciata in aprile dall’arcivescovo Dionigi Tettamanzi, per contribuire a ridurre la trasmissione del virus Hiv da mamma a bambino, sostenendo in particolare le attività dell’ambulatorio aperto tre anni fa, l’Umoyo Clinic, dove bambini nati da madri sieropositive vengono monitorati e curati fino al compimento del secondo anno di vita. «Il premio di 10 mila euro – dice don Novazzi – confluirà quindi nella Campagna “Positivi nell’anima” che permetterà di affrontare il grosso problema dell’Aids in aiuto in particolare delle mamme sieropositive perché non trasmettano il virus dell’Hiv ai loro bambini». Oggi infatti le madri che non si curano passano il virus ai figli nel 40% dei casi, mentre con le terapie garantite dall’ospedale di Chirundu la percentuale viene abbattuta scendendo fino all’1%.

L’obiettivo: raccogliere 100 mila euro

La raccolta fondi voluta dalla Diocesi e dal Celim non si ferma, perché la piaga dell’Aids, soprattutto in Africa, colpisce ancora molte donne e uomini. Obiettivo: raggiungere entro fine anno 100 mila euro. «A fine novembre – dicono al Celim – sono stati raccolti 86.868 euro tra semplici donazioni, sms solidali, merchandising… Ora vediamo se sotto Natale arriviamo alla cifra tonda di 100 mila!». Nel 2011 le donne assistite presso il Consultorio prenatale del Mtendere Mission Hospital in Zambia erano 942 alla fine di ottobre e i parti di mamme risultate sieropositive 179. Le persone che in dieci mesi si sono rivolte al Consultorio e si sono sottoposte al test dell’Hiv sono state ben 3.286 e tra queste 969 sono risultate affette. I pazienti che hanno accettato di curarsi iniziando il trattamento antiretrovirale (di solito un mix di tre farmaci) sono stati 327 dall’inizio dell’anno a fine di ottobre. Dal primo dicembre, in occasione della Giornata mondiale di lotta all’Aids, la Campagna “Positivi nell’anima” ha lanciato un nuovo slogan: «Questo Natale nascerà sano. Grazie a te». La speranza è che nei prossimi giorni le donazioni si moltiplichino per dare maggiori prospettive di vita ai neonati di Chirundu.

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