Tutte le comunità cristiane invitate a dare più energie e risorse per aiutare le famiglie che hanno scelto di dare il Battesimo ai figli perché prendano coscienza del dono e del compito loro affidato

di don Antonio COSTABILE
Responsabile diocesano per il Servizio della Catechesi

“I figli ci parlano di Dio”, tema evocato per il prossimo convegno diocesano di sabato 5 maggio, si colloca in prossimità dell’Incontro mondiale delle famiglie. Sebbene il convegno non affronti uno degli argomenti specifici del grande evento mondiale che stiamo per vivere, di fatto pone alla nostra attenzione il tema non meno rilevante della generazione dei figli e della loro rigenerazione come figli di Dio.

I genitori che accolgono la vita e accompagnano nella crescita i figli fin dal concepimento, dalla nascita e nella prima infanzia, sono chiamati a dare tutti loro stessi con l’affetto, la dedizione, la cura, il lavoro, la condivisione, la gioia che ogni giorno richiede. I figli sono dono dall’alto, segno inequivocabile e indelebile dell’Amore provvidente di un Dio, che è Padre di tutti, verso i genitori.

I figli sono una benedizione per i genitori, per la Chiesa, per il mondo. Dio continua a creare la vita mediante la generazione di nuovi figli chiamati alla vita con la fattiva “collaborazione” di due genitori. I genitori vivono l’evento della nascita di uno o più figli con lo stupore riconoscente verso il Dio della vita e dischiudono in loro una meraviglia credente verso il Padre celeste. In essi si rispecchia la gioia incontenibile e la disponibilità totale a dare la vita senza riserve. I figli diventano una via straordinaria e concreta di un possibile cammino credente per i genitori e insieme di tutta la famiglia.

I figli, quindi, parlano di Dio ai genitori, prima ancora di ogni parola, con la loro stessa presenza, con il loro sorriso disarmante, con la richiesta di essere accolti e amati senza riserve come è nella logica intrinseca di un itinerario credente. Dio bussa alla porta del cuore, della mente, della vita di due genitori, li chiama come Gesù chiamò i suoi primi discepoli per la sequela di Lui fino a dare la propria vita. I genitori, che sono aiutati dalla e nella comunità cristiana a dare forma consapevole all’esperienza del discepolato dietro a Cristo, scoprono gioiosamente il senso più vero, affascinante ed esigente della loro vocazione nella Chiesa e nel mondo: essere segno visibile dell’amore di un Dio che è Padre e Madre per ogni bimbo che viene a questo mondo, che viene alla luce.

La scelta di offrire il dono del Battesimo e poi gli altri sacramenti dell’iniziazione cristiana ai figli chiede ai genitori e alla comunità cristiana tutta una presa di coscienza, un riconoscimento grato e gratificante del Dio della vita, un reciproco aiuto a rendere visibile nell’amore vicendevole, in un dialogo continuativo, in buone relazioni tra famiglie la novità radicale e sorprendete della Buona Notizia. Un Vangelo vissuto tra le mura di casa, negli affetti, nella cura reciproca tra gli sposi, tra genitori e figli, ha bisogno necessariamente di un’apertura alla comunità cristiana perché non manchi l’afflato e l’orizzonte pieno della grande Famiglia di Dio, che è la Chiesa, madre e sposa per tutti credenti.

Il convegno si propone molto semplicemente di evocare questi temi e incoraggiare, offrendo anche strumenti e indicazioni utili, le comunità cristiane a dare più energie e risorse per aiutare i genitori che hanno scelto di dare il Battesimo ai propri figli perché essi prendano coscienza del dono e del compito loro affidato.

In particolare, al termine dell’incontro sarà possibile prendere visione di una guida diocesana per gli operatori pastorali per l’accompagnamento dei genitori con figli della prima infanzia, di età da zero a sei anni. Inoltre vengono offerti due sussidi come primi strumenti per gli incontri con i genitori con figli da zero a tre anni, e con figli da tre a sei anni. In questi sussidi non mancano suggerimenti per avviare progressivamente anche con i bambini un primo e semplice approccio a pagine bibliche alla scoperta dell’immenso e misterioso Amore di Dio, di cui loro stessi sono portatori.

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