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E’ nato “Giornalisti per caso”, il giornalino realizzato dai bambini e dai ragazzi ricoverati presso l’Unità per le cerebrolesioni acquisite dell’Istituto Scientifico “E. Medea” di Bosisio Parini. Contiene diverse “rubriche” che riflettono gli interessi dei giovani collaboratori: natura, musica, sport, cucina, giochi, fiabe, spettacolo, descrizione dei trattamenti erogati visti con gli occhi dei bambini e commentati dai loro terapisti…

di Cristina Trombetti

I "giornalisti per caso" sono bambini e giovani dai 6 ai 28 anni con esiti di tumori cerebrali, traumi cranici o lesioni post-anossiche. Spesso hanno avuto un prolungato periodo di coma e presentano lesioni plurime. Con l’aiuto delle educatrici e sotto la supervisione dell’équipe di psicologia, mettono in gioco le proprie capacità e le proprie risorse, apportando un contributo originale e insostituibile alla creazione del giornalino. Nel gruppo, infatti, c’è chi scrive articoli, chi intervista operatori e medici, chi disegna illustrazioni, chi crea giochi e cruciverba, chi impagina e chi collabora alla stampa. Il giornalino contiene diverse “rubriche” che riflettono gli interessi dei giovani collaboratori: natura, musica, sport, cucina, giochi, fiabe, spettacolo, descrizione dei trattamenti erogati visti con gli occhi dei bambini e commentati dai loro terapisti…

Questa proposta è finalizzata non solo allo svago e all’intrattenimento, ma anche al coinvolgimento e alla motivazione: «I nostri pazienti si trovano a dover affrontare delle ospedalizzazioni lunghe e faticose –afferma Mariarosaria Liscio, psicologo responsabile del progetto – la lontananza dall’ambiente familiare e dai propri coetanei sarebbe, in particolare per i più piccoli, difficilmente sostenibile se non venissero proposte delle attività ludico-ricreative e dei momenti di svago e di socializzazione. Il nostro obiettivo è aiutare i giovani pazienti ad affrontare i problemi cognitivi e motori conseguenti al trauma cranico o alla neoplasia cerebrale, favorire la generalizzazione degli apprendimenti derivanti dai trattamenti psicologici cognitivo-comportamentali, permettere il recupero della dimensione sana, del protagonismo e dell’autostima e favorire la socializzazione».

Il giornalino ha ricadute positive sulla qualità della vita dei pazienti durante il lungo periodo di degenza. I bambini e i ragazzi dimostrano infatti un accresciuto entusiasmo e, oltre a ciò, sperimentano nuove abilità, sviluppano competenze e instaurano relazioni più approfondite tra loro. Queste ricadute sono apprezzabili anche sul piano clinico. Infatti, una maggiore motivazione garantisce una più proficua collaborazione tra paziente e terapista; inoltre, molte delle competenze sociali affinate nel contesto ricreativo potranno essere utili durante il percorso di reinserimento scolastico o lavorativo.

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