Una riflessione in occasione della XXV Giornata nazionale dedicata
alle Offerte “Insieme ai sacerdoti” destinate al sostentamento del clero

di Matteo CALABRESI

clero

Se si potesse fare un paragone tra le Offerte “Insieme ai sacerdoti”, destinate ad assicurare a 37mila preti diocesani un equo e perequativo sostentamento, e un essere umano… ebbene esse avrebbero le caratteristiche di un venticinquenne: certamente già “adulto”, eppure ancora “giovane” e quindi proiettato verso un cammino formativo in evoluzione. Si perdoni il paragone un po’ bizzarro, ma così risultano essere queste Offerte entrate in vigore proprio 25 anni fa: “giovani adulte” ancora “in evoluzione”.

Ma fuori dai paragoni e dalle metafore, sicuramente è un “adulto” nella fede chi ne ha capito l’alto valore ecclesiale e le condivide. E per fare in modo che nelle nostre parrocchie crescano gli “adulti” nella fede ritorna utile ricordare e celebrare domenica 24 novembre la Giornata nazionale dedicata a questo aspetto, non solo economico, legato al sostentamento dei sacerdoti.

In effetti è ancora necessario educare le nostre comunità ecclesiali a parlarne del sistema perequativo scaturito dalla revisione concordataria del 1984 e che richiama i valori del Concilio Vaticano II. Si tratta di continuare una formazione destinata ad evolversi verso una precisa responsabilità: provvedere economicamente ai nostri preti torna su ogni fedele, proprio come un tempo, alle origini, quando tutto cominciò.

Questione di “dovere” penserà qualcuno. Giusto. Prima ancora è questione di “fede” e di “affetto”, che danno senso al dovere. Ecco che allora questo “dono” rivolto ai nostri sacerdoti, l’Offerta destinata all’Istituto Centrale Sostentamento Clero, smette di essere un semplice esborso di denaro e diventa un gesto di comunione.

Se si dovesse fare un primo bilancio, dopo 25 anni, esso si tingerebbe di chiaroscuri. Non è facile donare pensando a 37mila sacerdoti “sconosciuti” che prestano il servizio pastorale in Italia e a 600 “fidei donum in missione nei Paesi del Terzo Mondo, perché i fedeli di solito preferiscono “sostenere” il proprio parroco. Eppure negli anni c’è chi ha compreso che ogni Offerta, anche minima, è molto importante perché rivela una piena appartenenza alla Chiesa, che non è rappresentata solo dalla “mia” parrocchia.

Il cammino da fare è ancora lungo, ma i segnali sono positivi. Infatti la raccolta, rispetto allo stesso periodo 2012, è cresciuta del 6,4% e l’importo del 2,2%. Questo a riprova del fatto che nel cuore dei nostri fedeli la crisi non ha prevalso.

Sarebbe un segno molto forte se questa tendenza venisse confermata nelle prossime settimane, con le festività alle porte, nel rush di novembre e dicembre che, tradizionalmente, tra Giornata nazionale Offerte e San Silvestro raduna fino al 70% delle donazioni annuali.

Comunione e libertà di donare. Il tempo donato è un gesto d’amore importante, verso il prossimo e verso Dio. E il Signore ama chi dona e chi “si” dona con gioia. Siamo liberi di donare tempo, sorrisi, confortare e aiutare. E liberi di sostenere economicamente la Chiesa anche tramite una piccola Offerta destinata non solo al nostro parroco, ma a ogni “don” che si è offerto di servire Gesù e la Chiesa attraverso un “sì” alla Sua chiamata.

Ti potrebbero interessare anche:

Questo sito fa uso dei cookie soltanto per facilitare la navigazione Maggiori Informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi