Prime risposte alle domande giunte al distretto decanale: molte richieste di contributi (erogati complessivamente 12.800 euro), alcuni chiedono formazione professionale

di Silvio MENGOTTO

«Impariamo a uscire da noi stessi verso le periferie dell’esistenza», dice Papa Francesco. Grazie al Fondo Famiglia Lavoro la Chiesa ambrosiana ha l’opportunità di vivere questa esperienza. Nel Decanato di Turro (12 parrocchie) sono arrivate le prime risposte positive alle domande raccolte in questi mesi. Presso lo sportello del distretto decanale – sede Acli di Gorla – sono state raccolte complessivamente 51 domande. L’attività viene svolta in stretta collaborazione con i Centri di ascolto e gli uffici Caritas delle parrocchie a cui le persone si rivolgono prima di compilare la domanda. «Al Fondo attualmente sono state presentate 45 domande, undici sono state valutate con risposta, le rimanenti sono in via di esame», dice Gianpaolo Boiocchi, responsabile laico del distretto. Sulle 11 pratiche due sono relative a un corso di formazione, altre sei prevedono l’erogazione di un contributo per aiutare le persone a cercare un lavoro, tre sono state respinte per la mancanza dei requisiti minimi previsti. Questo primo intervento del Fondo ha comportato l’erogazione complessiva di 12.800 euro.

Delle domande raccolte il 20% provengono da famiglie italiane, mentre l’80% giungono da famiglie straniere di diverse nazionalità: egiziani, bulgari, peruviani, moldavi, romeni e boliviani. La maggioranza ha una scolarità relativamente bassa, alcune una alta nel loro Paese, ma non riconosciuta in Italia. Colpisce la forte presenza femminile. Molte volte allo sportello è emersa la vergogna per la dignità perduta (non solo il salario), come la forte preoccupazione di ragazze madri e donne senza lavoro, il diffuso lavoro nero, aumenti esorbitanti degli affitti, famiglie che hanno ridotto il numero dei pasti giornalieri o costretti a usare candele perché non riescono a pagare la bolletta della luce.

Tra le domande raccolte, due hanno richiesto l’opportunità di fare impresa, 21 sono richieste per corsi di riqualificazione e ben 28 chiedono l’erogazione di un contributo a fondo perduto, come succedeva nella prima fase del Fondo. La crisi occupazionale morde al punto che il Consiglio di gestione ha ripreso l’erogazione, non più eccezionale, dei contributi a fondo perduto. I richiedenti di queste erogazioni hanno accumulato forti debiti bancari, nell’impossibilità di pagare l’affitto o le bollette. Tre sono le famiglie che hanno ricevuto l’avviso di sfratto esecutivo dell’abitazione. Non poche le domande che segnalano di aver già avuto in passato il sostegno del Fondo e della parrocchia. Tra le domande raccolte spicca quella di una famiglia numerosa che vive in una baracca.

«Sulla formazione stiamo lavorando con l’obiettivo di individuare i corsi presso gli enti accreditati dal Consiglio di gestione», conclude Boiocchi. Individuato il corso il richiedente, percependo l’erogazione pattuita, potrà iscriversi al corso con frequenza obbligatoria. 

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