Redazione

«Quello che si prova non si può spiegare qui. Hai una sorpresa che neanche te lo immagini». In macchina, sulla strada che ci porta a Colonia riascoltiamo le parole di Vasco Rossi. Perfette per raccontare il momento dei saluti sulla banchina della stazione di Gerolstein.

Da Treviri sono appena partiti i ragazzi della diocesi di Milano. Stipati su un treno speciale: destinazione Gmg. Tanti abbracci, ma anche qualche lacrima. Soprattutto tra i bambini che vedono partire i nuovi “fratelli” italiani. Eravamo perfetti sconosciuti fino a cinque giorni fa. Mi sorprende commuovermi ora, mentre stringo le mani. «Ci vediamo a Colonia, in che settore sei?», chiede un ragazzo di Lecco a un giovane tedesco. E non è il solo ad avvertire il distacco.

«Avresti voluto rimanere lì con loro, ma dall’altra parte c’era Colonia e il desiderio di incontrare il Papa». Ida è di Vimodrone. Ha 24 anni, e durante il gemellaggio con Treviri è stata accolta da una famiglia di Gerolstein. «Nel 2002 sono stata a Toronto, ma la novità di questa Gmg è stato proprio vivere in famiglia», racconta. « Mi sentivo come una delle loro figlie adolescenti. Abbiamo condiviso la quotidianità della colazione e delle gite domenicali, ma anche la Messa».

Quando l’accoglienza è sincera non c’è bisogno di tanto tempo per sentirsi uniti. Così dopo pochi giorni è già difficile andare via. I giovani tedeschi hanno preprarato delle spille per gli amici italiani. Piccoli regali da portare via, così se non ci si rivedrà sulla spianata di Marienfeld, resterà qualcosa da conservare oltre i ricordi.

Tutti questi ragazzi che si sbracciano sulla banchina. E gli altri che rispondono allo stesso modo da dietro i finestrini. È la nuova Chiesa che si incontra, e crea legami per il futuro. «Mentre li salutavo alla stazione, ho ripensato alle parole pronunciate dal Cardinale Tettamanzi durante la veglia con i pellegrini milanesi prima della partenza», continua Ida. «Nel suo discorso ci ha ricordato che uno dei nostri compiti era quello di essere testimoni di una Chiesa giovane con le persone che avremmo incontrato in Germania». Detto, fatto.

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