Visita all'impianto “Fiorenza”, incontro con il Cda e i dipendenti e presentazione del nuovo convoglio ad alta tecnologia. Proposto l'impiego di giovani volontari come animatori culturali durante il tempo di percorrenza delle tratte

di Annamaria BRACCINI

Trenord

L’incoraggiamento e l’apprezzamento, l’augurio e la benedizione. Sono questi i sentimenti cui dà voce l’Arcivescovo che visita l’impianto di Trenord “Fiorenza”, il più grande d’Italia con i suoi 450 mila metri quadrati (pari a 70 campi da calcio), attivo 7 giorni su 7 h24, dove viene assicurata la manutenzione di 30 treni al giorno, oltre alla pulizia e al lavaggio dei convogli.

Sotto una neve sottile, l’Arcivescovo entra nei locali operativi e di dirigenza dell’impianto, accolto da Federica Santini, presidente di Trenord, dall’amministratore delegato Marco Piuri e dal management. Il primo incontro, prolungato, è con il Consiglio di amministrazione, da cui emerge un’interessante e innovativa proposta, che potrebbe essere sviluppata in sinergia con la Diocesi e che interessa particolarmente all’Arcivescovo. Infatti, con 811 mila passeggeri trasportati ogni giorno da Trenord per tratte non troppo prolungate, ci si è posti il problema di come rendere utile il tempo che si trascorre in treno. Ecco l’idea: perché non coinvolgere dei giovani che si recano, magari, la mattina a scuola o all’Università e che, con un piccolo incentivo come il rimborso del biglietto, possano animare e dare valore al tempo di percorrenza da punto di vista culturale? Sarebbe certamente un bene per tutti i viaggiatori – si osserva – e permetterebbe di distogliere lo sguardo, almeno un momento, dallo smartphone.

Poi, la visita alla Sala operativa, inaugurata nel marzo 2015, con il compito di presidiare tutto il ciclo della produzione, dall’assegnazione del materiale rotabile, alla organizzazione degli equipaggi e gestione della circolazione con l’obiettivo di assicurare la regolarità dell’esercizio.

Per i dipendenti, impegnati davanti a sofisticati apparecchiature di controllo del traffico ferroviario quotidiano, non manca la benedizione e qualche scambio di saluti, così come accade – poco dopo, all’aperto -, con molti altri lavoratori (in tutto 610 gli addetti che operano nell’impianto), raccolti davanti al nuovissimo treno ad alta tecnologia “Caravaggio”, sul quale l’Arcivescovo sale e le cui caratteristiche tecniche vengono illustrate da Gianluca Devcich, capo impianto di “Fiorenza”: «Questo treno è una promessa per il futuro dell’azienda e della Regione», dice l’Arcivescovo, benedicendo idealmente «tutti coloro che vi lavoreranno, viaggeranno e che rendono possibile tutto questo». Il treno, 611 posti per 5 carrozze, dotato di wifi, prese usb e ricariche per le bici elettriche, spazi per mamme e neonati, senza barriere per i portatori di handicap, farà il suo debutto sabato 21 dicembre sulla tratta Milano-Como.

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