Redazione

Altro giorno di catechesi, questa volta con mons. Domenico Sigalini, che ben conosce il mondo dei giovani essendo stato per anni Responsabile Cei per la pastorale giovanile ed ora vescovo di Palestrina. Parla come uno di noi, fa anche battute, ma lancia un messaggio provocante e coraggioso: tornate da Colonia diversi, fatevi missionari, non abbiate paura di vivere come la Chiesa insegna. L’arena è strapiena, i giovani entusiasti, don Domenico (il cui nome viene scandito a gran voce) torna a casa con due borse piene di domande e centinaia di e-mail cui rispondere. La messa che ne segue è anch’essa una grande festa, e ormai questo non ci stupisce più, anzi i giovani l’attendono con trepidazione.

Ciò non deve però far pensare che si sia sottovalutato il momento eucaristico: i giovani prendono la Messa molto sul serio. Ci sono canti allegri, accompagnati dal battito delle mani, ma alla Consacrazione l’arena piomba in un silenzio carico di rispetto, i 17.500 giovani che la affollano cadono in ginocchio: tutti percepiscono la solennità del momento.

Dopo il pranzo (oggi per la prima volta la distribuzione funziona senza troppi intoppi) il pomeriggio è libero: ci dividiamo in piccoli gruppetti e giriamo la città, ben presto colti da un temporale. Torniamo a casa prima di cena e questo ci permette di stare un po’ con la famiglia ospitante e di conoscere il padrone di casa: Ralf è giovane, atletico e molto gentile, ci confessa di amare l’Italia, che ha visitato spesso. Purtroppo lavora lontano da lì e non può stare a casa molto. Ben presto lui e Pamela si trasferiranno. La serata si conclude con la via Crucis per le strade di Siegburg, la città ospitante.

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