Matteo Zappa, responsabile dell’Area minori di Caritas ambrosiana: «Lockdown e Didattica a distanza limitano pesantemente la socialità dei ragazzi, causando grandi sofferenze psicologiche e relazionali»

di Stefania CECCHETTI

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Mettere i ragazzi nella condizione di tornare a scuola in sicurezza deve essere una priorità dell’agenda politica. La pensa così Matteo Zappa, pedagogista, responsabile dell’Area minori di Caritas ambrosiana, che sottolinea come la felicità dei ragazzi sia un tema dal quale non si può prescindere in questo momento: «La Dad (Didattica a distanza), insieme alle restrizioni dettate dal lockdown, sta imponendo pesanti limitazioni alla socialità dei ragazzi e questo, in un momento dello sviluppo in cui il tema della corporeità e delle relazioni tra pari è importantissimo, è fonte di grande sofferenza dal punto di vista psicologico e relazionale». Dalla rete di volontari di Caritas arrivano allarmi circa un pericolo di chiusura e di ripiegamento su se stessi da parte dei ragazzi: «Questo purtroppo significa che l’isolamento inizia a incidere sulla salute», fa notare Zappa.

Sono i ragazzi più fragili quelli più esposti: «Penso a chi già aveva fatiche relazionali, con la scuola ha perso uno dei pochi luoghi di socialità “obbligata”. E poi, naturalmente, penso a chi vive in un contesto sociale difficile. È evidente che vivere il lockdown in un bilocale, con altri fratelli che ti contendono il pc, facendo Dad in cucina mentre la mamma prepara il pranzo, è ben diverso dal viverlo in una casa con giardino, la camera personale e un device dedicato».

Nonostante tutto, gli adolescenti stanno dimostrando di avere tante risorse a cui attingere, secondo Zappa: «Trovo che sia un segno di grande forza anche solo aver accettato questa limitazione delle loro libertà, in una fase della vita in cui sarebbero invece portati a uscire, fare esperienze al di fuori dalla famiglia, confrontarsi con i pari. Sei-otto ore ore avanti al pc, tra la Dad e lo studio personale, sono faticose per tutti; per un ragazzo è un sacrificio ancora più grande».

Per fortuna, le occasioni per mitigare le difficoltà non mancano, su impulso sia della famiglia, sia delle reti educative: «In questo momento più che mai – dice Zappa – è importante aiutare i ragazzi a coltivare i propri interessi, come la lettura, un minimo di attività motoria. Ben venga, inoltre, la riscoperta di gesti quotidiani, come il cucinare. Momenti che possono diventare anche l’occasione per acquisire nuove competenze e autonomia».

Fondamentale, poi, valorizzare le relazioni, anche a distanza: «Le tecnologie possono diventare una risorsa per mantenere vivi i legami importanti. Belle le esperienze delle squadre sportive che continuano gli allenamenti on line, ciascuno nella propria cameretta. È chiaro che non è la stessa cosa, ma è un modo per mantenere un filo rosso, con i compagni e con l’allenatore, che spesso è una figura molto importante per i ragazzi».

Il ruolo di accompagnamento degli adulti è centrale, in questo momento, conclude Zappa: «Che non siano proprio i genitori ad alimentare una dimensione di ansia e chiusura. Dobbiamo riuscire a essere testimoni di speranza, aiutandoli a guardare oltre alla crisi e a progettare. Creto non è facile, soprattutto se l’adulto di riferimento sta vivendo a sua volta un momento difficile, magari a causa della perdita del lavoro. Ma è necessario ogni sforzo in questo senso».

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