Questo il tema della tradizionale Giornata di studio promossa dal Centro Studi di Spiritualità, in programma presso la saala convegni della Facoltà teologica dell’Italia settentrionale di Milano

di Antonio MONTANARI
Direttore Centro Studi di Spiritualità

Facoltà teologica

La consueta Giornata di studio, promossa dal Centro Studi di Spiritualità della Facoltà teologica dell’Italia settentrionale di Milano, quest’anno avrà come argomento “Il cristianesimo e il denaro”. L’iniziativa si svolgerà a Milano giovedì 17 gennaio dalle 9 alle 12,45 presso la sala convegni della Facoltà (via Cavalieri del S. Sepolcro 3).

Tema apparentemente inconsueto per la teologia, che tuttavia merita di essere affrontato non solo a motivo degli indubbi elementi di indagine sulla storia della spiritualità che se ne possono ricavare, ma anzitutto perché il paradosso evangelico possa ancora introdurre il suo fermento critico nella rielaborazione di molti luoghi comuni, che permangono dominanti nella comprensione della razionalità economica.

Oggi il discorso economico si gioca essenzialmente negli spazi di un mercato che pensa solo a produrre, scambiare e vendere, e funziona sulla base delle categorie di efficienza, utilità e crescita. È noto che alcuni economisti hanno tentato di uscire da questa logica, avviando un timido discorso alternativo impostato su uno sviluppo compatibile, più attento alla natura, al rispetto delle risorse o al problema ecologico. Essi, tuttavia, raramente arrivano ad affrontare la domanda riguardante la possibilità di pensare l’economia e il denaro in termini diversi ed entro una prospettiva più ampia, perché l’homo economicus non venga defraudato delle relazioni di reciprocità e di gratuità che caratterizzano l’autentico vivere umano. Inoltre, le indicazioni di Gesù sulla ricchezza, che risuonano nelle pagine evangeliche, mettono radicalmente alla prova la libertà e la coerenza della fede. E i paradossi che articolano i vari aspetti di questa tensione mettono in evidenza anzitutto la spregiudicatezza che si deve riversare anche nei beni materiali, a partire dalla sovrana libertà con la quale deve essere amministrato il bene della salvezza che si riceve da Dio.

A partire da queste sollecitazioni, la Giornata di studio intende mettere a fuoco la sfida di immaginare un’economia più aperta alla saggezza del vivere umano e alla comprensione di uno stare al mondo meno egoista, capace di creare relazioni più autentiche, di costruire la società e di cambiare la cultura. La prima relazione sarà svolta da Patrizio Rota Scalabrini, docente presso la stessa Facoltà teologica il quale, a partire dall’ammonimento evangelico: “Non potete servire Dio e mammona” (Lc 13,6) indagherà le implicazioni dell’insegnamento di Gesù sull’uso del denaro e dei beni in generale. Il secondo intervento, “Circolazione del denaro antidoto all’avarizia”, sarà tenuto da Nicola Riccardi della Pontificia Università “Antonianum” di Roma, che si soffermerà invece sul contributo dei francescani, tra Medioevo e prima Età moderna, al problema dello sviluppo del bene comune e della lotta della povertà involontaria, grazie all’incentivazione della circolazione della ricchezza, rispetto all’avidità del possedere. La seconda parte della mattina sarà poi dedicata a un dialogo tra Luigino Bruni, docente di Economia politica presso l’Università Lusma di Roma, e monsignor Pierangelo Sequeri, preside della Facoltà teologica dell’Italia settentrionale di Milano, sul tema “L’intreccio di dono e scambio. Qualità spirituale delle relazioni ed egemonia del denaro”.

L’incontro è riconosciuto per l’aggiornamento dei docenti della scuola di ogni ordine e grado.
Info: tel. 02.863181; info@ftis.it; www.teologiamilano.it

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