Raccolta la proposta diocesana, rispettando le indicazioni di sicurezza, ma provando a superare le limitazioni per vivere un’esperienza piacevole. «Per bambini e ragazzi un’occasione per ritrovarsi e socializzare», sottolinea don Emiliano Redaelli, responsabile della Pastorale giovanile cittadina

magenta

L’estate è iniziata e la Comunità pastorale di Magenta ha raccolto la proposta «Summerlife – Per fare nuove tutte le cose», avviata dalla Diocesi di Milano , per giovani e giovanissimi,, ideando e organizzando momenti di gioco e di condivisione per i bambini e i ragazzi delle scuole elementari, medie e superiori.

Don Emiliano Redaelli, responsabile della Pastorale giovanile cittadina, spiega che «la proposta intende promuovere la possibilità di rinnovare le relazioni tra i ragazzi, aiutandoli nella ripresa di una quotidianità e nel prendere contatto con i luoghi che, causa lockdown, ci sono stati “tolti”. Con questa iniziativa vogliamo riprendere a rivedere bambini e ragazzi che solitamente sarebbero stati presenti all’oratorio estivo».

Pur non potendo rispondere pienamente alle necessità delle famiglie che lavorano, «è comunque un’occasione per bambini e ragazzi di ritrovarsi, riconnettersi, vivere bei momenti di socialità, gioco e svago, un aiuto per superare quanto vissuto nella quarantena». Sarà un’estate diversa, ma non certo meno interessante. Anzi, «questa situazione ci ha messo di fronte alla necessità di rivedere le cose e per alcuni aspetti può essere un’opportunità educativa differente e originale».

La proposta si compone da momenti comuni di gioco, di uscite in bici «e per i ragazzi che quest’anno non hanno potuto iniziare il servizio di animazione abbiamo pensato a proposte che contemplino anche attività di aiuto, proponendo loro e anche agli altri serate e momenti di confronto dedicati». Quanti bambini e ragazzi potranno essere accolti? «Le misure sanitarie e normative – risponde don Redaelli – ci impongono di dover limitare il numero di giovani e giovanissimi che potranno usufruire dell’attività. Si creeranno gruppi, ognuno dei quali affidato a un educatore adulto. Con i ragazzi delle elementari potremo arrivare fino a un massimo di 17 gruppi per 7 bambini ciascuno, raggiungendo quindi circa 120 bambini; con le medie si potrebbe arrivare a 30/40 ragazzi ad annata, idem dicasi per i giovani delle scuole superiori».

Da una parte saranno messe in atto tutti gli accorgimenti necessari per ridurre le possibilità di contagio (mascherine, distanziamento, igienizzanti), dall’altra però si proverà a superare le oggettive limitazioni – pur rispettandole pienamente – per vivere comunque un’esperienza piacevole: «Vogliamo viverla come un’opportunità, per esempio operando con piccoli gruppi si può stabilire un rapporto diverso con i ragazzi – sottolinea don Redaelli -. Da quanto sentito in contesti già avviati, i riscontri sono stati positivi. Gli animatori sono più e attivamente impegnati, bambini e ragazzi sono più coinvolti nel gioco. Inoltre la proposta è maggiormente diversificata e pensata su misura per le fasce d’età. Quindi, per certi aspetti, può essere l’occasione per promuovere un’azione pedagogica ed educativa completamente nuova». Le attività si tengono martedì, mercoledì e giovedì per le elementari (mezza giornata: mattino o pomeriggio); per le medie e superiori due incontri settimanali in oratorio più un’uscita in bici o serale.

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