Al lavoro otto esperti di “materie giuridiche, economiche, finanziarie e organizzative”, già illustri consulenti o revisori d'istituzioni economiche vaticane o ecclesiastiche. Una prima riunione è prevista poco dopo il ritorno del Santo Padre dal Brasile

di Luigi CRIMELLA
Agenzia Sir

papa francesco udienza i giornalisti

Un’altra piccola “rivoluzione” di Papa Francesco: con atto chirografo, reso pubblico il 19 luglio, ha istituito a sorpresa una “Pontificia commissione referente sull’organizzazione della struttura economico-organizzativa della Santa Sede”.

Ne fanno parte otto esperti di “materie giuridiche, economiche, finanziarie e organizzative”, già illustri consulenti o revisori di istituzioni economiche vaticane o ecclesiastiche. Questi i loro nomi: Joseph F.X. Zahra (Malta), presidente; monsignor Lucio Angel Vallejo Balda (Segretario della Prefettura degli Affari Economici), segretario; Jean-Baptiste de Franssu (Francia); Enrique Llano (Spagna); Jochen Messemer (Germania); Francesca Immacolata Chaouqui (Italia); Jean Videlain-Sevestre (Francia); George Yeo (Singapore).

Una curiosità che balza subito all’occhio è che l’unico ecclesiastico nella nuova commissione è il segretario monsignor Vallejo Balda. Si spiega ancora che Il dottor Zahra e il dottor Messemer sono attualmente revisori internazionali della Prefettura degli Affari Economici della Santa Sede. Quanto ai compiti del nuovo organismo “referente”, il Papa nell’atto chirografo è molto chiaro.

Spiega infatti in apertura che «le riflessioni di questi giorni sui positivi dati di Bilancio, comunicati dal Consiglio dei Cardinali per lo studio dei problemi organizzativi ed economici della Santa Sede: Bilancio Consuntivo Consolidato della Santa Sede e Bilancio Consuntivo del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano per l’anno 2012, Ci inducono, sentiti i pareri di Eminentissimi Cardinali, di Fratelli nell’Episcopato e di collaboratori consultati sul tema, a proseguire nell’opera di introduzione di riforme nelle Istituzioni della Santa Sede, finalizzata a una semplificazione e razionalizzazione degli Organismi esistenti e a una più attenta programmazione delle attività economiche di tutte le Amministrazioni vaticane».

Il compito è «proporre riforme»

Dietro il linguaggio austero del testo chirografo si intuisce la volontà del Papa di andare a fondo nella conoscenza non soltanto delle strutture interne del Vaticano, ma anche e soprattutto delle modalità operative, delle eventuali duplicazioni o sovrapposizioni di compiti e mandati, delle “barriere” che possono esserci tra – per esempio – Governatorato, Prefettura degli Affari Economici, Apsa, Ior e altre realtà satelliti (per esempio, Ospedale Bambino Gesù, ecc.).

Nel testo, infatti, si precisa che la commissione raccoglierà informazioni, cooperando con il Consiglio dei Cardinali per lo studio dei problemi organizzativi ed economici della Santa Sede, al fine di preparare riforme nelle istituzioni della Santa Sede, finalizzate – dice testualmente il chirografo – «a una semplificazione e razionalizzazione degli Organismi esistenti e a una più attenta programmazione delle attività economiche di tutte le Amministrazioni vaticane».

Il Papa prosegue specificando che tale lavoro consisterà nell’offrire «il supporto tecnico della consulenza specialistica ed elaborando soluzioni strategiche di miglioramento, atte ad evitare dispendi di risorse economiche, a favorire la trasparenza nei processi di acquisizione di beni e servizi, a perfezionare l’amministrazione del patrimonio mobiliare e immobiliare, a operare con sempre maggiore prudenza in ambito finanziario, ad assicurare una corretta applicazione dei principi contabili e a garantire assistenza sanitaria e previdenza sociale a tutti gli aventi diritto».

Indagine “sistematica” senza “segreto d’ufficio”

Accanto alla notazione che «la Commissione inizierà i suoi lavori al più presto, una prima riunione è prevista poco dopo il ritorno del Santo Padre dal Brasile», nel chirografo si precisa inoltre che «le funzioni istituzionali della Commissione non invadono l’ambito di competenza del governo e delle attività delle Amministrazioni interessate, che sono tenute ad una sollecita collaborazione con la Commissione stessa. Il segreto d’ufficio e altre eventuali restrizioni stabilite dall’ordinamento giuridico non inibiscono o limitano l’accesso della Commissione a documenti, dati e informazioni necessari allo svolgimento dei compiti affidati».

Il Papa quindi vuole essere informato con ampiezza di dettagli e lo precisa scrivendo che la stessa Commissione gli consegnerà gli esiti del lavoro di indagine svolto: «Essa è tenuta a depositarCi l’intero archivio cartaceo e digitale alla conclusione del suo mandato». Ancora la Commissione potrà «avvalersi della collaborazione di esperti e di società di consulenza da individuare sia all’esterno, in tutto il mondo, che all’interno della Santa Sede che non si trovino in conflitto di interessi per l’esercizio di professioni, di funzioni o di incarichi connessi con le attività delle Amministrazioni vaticane».

Insomma, una vera “rivoluzione” perché per la prima volta viene avviata una indagine sistematica sulle strutture vaticane, senza che alcuno possa invocare – dice il Papa – «il segreto d’ufficio».

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