Redazione

In un quartiere “difficile” di Milano, l’esperienza di una associazione, che da 25 anni promuove diverse attività tra i giovani, conferma il valore dell’attività sportiva come forma di prevenzione del malessere giovanile. «Gli stessi ragazzi che tanti anni fa giocavano da noi – spiega il presidente Pino Lopez – oggi sono volontari o dirigenti che si impegnano nel sociale».

di Mauro Colombo

Quarto Oggiaro. Un quartiere difficile. Spesso sotto i riflettori della cronaca, ma più di una volta con luci “false”, che lo presentano diverso da quello che è in realtà. Un contesto problematico, indubbiamente, ma dove non manca chi opera per renderlo vivibile. Come un’associazione che proprio quell’aggettivo – “vivibile” – ha inserito nella sua ragione sociale.

Compie 25 anni proprio quest’anno, l’associazione Quarto Oggiaro Vivibile. È nata nel 1981 e da allora si è impegnata per radicarsi nella vita sociale della zona. Onlus iscritta al Registro regionale del Volontariato, collabora con le parrocchie, le associazioni, i comitati e i soggetti pubblici del quartiere. Nel 2005 contava 650 iscritti, tra i quali un centinaio di ragazzi e giovani dai 10 ai 30anni.

Nella sua visione di un tempo libero appunto “vivibile” – che si concretizza in una ricca serie di attività culturali e di eventi promossi attraverso una rivista mensile e un sito internet – lo sport ha un ruolo di rilievo. Quarto Oggiaro Vivibile gestisce quattro campi sportivi e pratica al suo interno tre discipline: calcio, pallavolo e pallacanestro. Sono tre le squadre iscritte ai campionati invernali e primaverili, mentre i tornei promossi coinvolgono molte altre società sportive milanesi.

Tra i tesserati non mancano ragazzi che vivono esistenze difficili. «Tantissimi sono quelli con problematiche familiari- spiega il presidente Pino Lopez -. Si avvicinano per la prima volta all’attività sportiva, oppure arrivano da noi perché non riescono a inserirsi nelle altre strutture – oratori e centri sportivi – presenti nella zona». Sportivamente parlando, quello di Quarto Oggiaro è un “terreno di caccia”: «Molte società cercano di “soffiarci” gli elementi migliori: l’anno scorso, per esempio, avevamo due squadre di calcio di giovani in più… Però andiamo avanti, tenendo con noi tutti quelli che non si prestano a queste logiche».

Ci sono anche molti giovani extracomunitari. «Provengono specialmente dall’Egitto e dall’Africa in genere – precisa Lopez -. Da noi sono totalmente integrati, nel rispetto delle singole culture. Oltre che alle attività sportive vere e proprie, partecipano alle iniziative che l’associazione sviluppa durante tutto l’anno: feste di compleanno, campus estivi nei mesi di giugno e luglio, pranzi comunitari, ecc. Qualche problema nasce con chi versa in una situazione familiare precaria: in questi casi cerchiamo di intervenire per portare un piccolo aiuto, oppure facciamo segnalazioni alla parrocchia o alla Caritas decanale».

Quarto Oggiaro Vivibile è riuscita ad attuare anche “sinergie” socialmente significative. «Collaborando con altre associazioni – illustra sempre Lopez – abbiamo contribuito a sviluppare e realizzare diversi progetti, uno dei quali (Zenobia) rivolto proprio alla fascia di età (12/15 anni) più critica. Li avviciniamo, li seguiamo e li aiutiamo a non intraprendere strade sbagliate».

E i riscontri sono reali: «Pensiamo di aver contribuito a rendere il nostro quartiere effettivamente più “vivibile”: gli abitanti ce ne danno atto. Gli stessi ragazzi che tanti anni fa facevano attività sportive da noi, oggi sono volontari o dirigenti che si impegnano nel sociale. Questa è la nostra più grande soddisfazione». Inutile dire che l’esperienza condotta a Quarto Oggiaro conferma il valore dello sport come forma di prevenzione del disagio: «Aiuta ad avvicinare i giovani e a coinvolgerli positivamente», conclude il presidente.

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