La Giornata nazionale di sensibilizzazione delle Offerte per il sostentamento dei sacerdoti

di Massimo PAVANELLO
Responsabile Servizio diocesano per la Promozione del Sostegno Economico alla Chiesa

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I preti? Li paga il Vaticano. No: li paga lo Stato. A tutti, ma soprattutto a coloro che non avessero le idee chiare sull’argomento, è dedicata la Giornata nazionale di sensibilizzazione delle Offerte per il sostentamento dei sacerdoti che si celebra il 20 novembre.

L’obiettivo è quello di continuare a diffondere la conoscenza di questo strumento di donazione, poiché improntato a uno stile di maggior perequazione e solidarietà. Tutti i preti d’Italia sono infatti retribuiti allo stesso modo. Dalla revisione del Concordato, nel 1984, i sacerdoti non ricevono più la “congrua” dallo Stato ed è responsabilità di ogni fedele partecipare al loro sostentamento, anche attraverso queste Offerte deducibili. L’ammontare dello stipendio lordo mensile di preti e vescovi – per 12 mensilità – varia, a seconda dell’anzianità di ordinazione, da un minimo di 900 euro a un massimo di 1.600.

Nelle prossime settimane partiranno tante iniziative di promozione relative alle “Offerte Insieme ai sacerdoti”: inserti promozionali su riviste, un mailing cartaceo e una dem (direct email) diretti a potenziali donatori, la rivista Sovvenire di Natale, il Calendario 2012 sui sacerdoti, il biglietto di auguri, il nuovo spot sui sacerdoti e il film/documentario. Tutto ciò, nell’auspicio dei promotori, dovrebbe tendere a “risollevare” le Offerte destinate all’Istituto Centrale Sostentamento Clero. Nei primi mesi dell’anno in corso, infatti, da una parte le offerte sono calate – sia negli importi, sia nel numero di donatori -, dall’altra parte resiste però l’offerta media e anzi è addirittura in aumento. Tutto ciò è dovuto senza dubbio a un generale quadro economico familiare indebolito, che suggerisce parsimonia nelle elargizioni, ma probabilmente anche alla marginale prassi della deducibilità in vigore nella cultura fiscale del nostro paese.

Giornate come quelle del 20 novembre risultano allora utili per far percepire come la partecipazione dei fedeli al sostentamento del clero, in maniera diretta e non solo attraverso la firma dell’8×1000, sia in realtà una forma di testimonianza e di ecclesialità da non trascurare. Si potrebbe quasi dire, in iperbole, che il gesto sia più importante della cifra versata, poiché esprime affetto e riconoscenza per il lavoro dei sacerdoti, dirottando al contempo la relativa voce dell’8×1000 a destinazioni diverse.

La pensano così, per esempio, Carolina Kostner, campionessa di pattinaggio artistico su ghiaccio, per la quale «proprio perché il sacerdote è un punto di riferimento, qualunque cosa, come le Offerte per il sostentamento, possa aiutarlo nel suo compito, merita di essere fatta. Ed è un dono luminoso». Oppure l’astronauta Paolo Nespoli, cresciuto in parrocchia a Verano Brianza, che alla domanda se esistano per lui sacerdoti cui essere grato risponde sicuro: «Ce ne sono almeno due. Uno è stato colui che in oratorio mi ha seguito da quando avevo 6 anni fino ai 12, e l’altro dai 12 ai 18 anni. Sono state per me figure estremamente importanti: mi hanno trasmesso quello in cui credo, mi hanno spronato e seguito. Mentre ero in orbita ho salutato don Davide Cereda, che ha più di 80 anni, e ci siamo fatti una bella chiacchierata, io dallo spazio e lui dall’oratorio. Poi c’è stato don Giuseppe (Aldeni, parroco dell’epoca a Verano, con don Giuseppe Corti, allora responsabile dell’oratorio, ndr). Quelli sono stati anni belli e formativi».

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