Il settore ha redatto un testo in vista dell’assise dei Vescovi, evidenziando alcuni punti fondamentali: luoghi; liturgia e rito; speranza e fiducia; scelte di vita

di Marta VALAGUSSA

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Dal 3 al 28 ottobre si svolgerà il Sinodo dei Vescovi dal titolo “I Giovani, la Fede e il Discernimento vocazionale”. Il settore giovani di Azione Cattolica ambrosiana ha stilato un documento in vista di questo appuntamento, sviluppando alcuni nuclei di pensiero. Quattro le tematiche affrontate.

La prima: stare in alcuni luoghi giovani. «Vivere da giovani oggi ci chiede di abitare luoghi e non-luoghi, dove spendiamo il nostro tempo, ma che spesso ci scivolano addosso indifferenti. Tra i primi: l’oratorio, il mondo dell’associazionismo, le società sportive, il volontariato. Siamo grati verso questi luoghi, ma al contempo ci domandiamo se siano ancora così incisivi nella loro forma attuale. Cogliamo il rischio che rimangano dei gruppi chiusi».

La seconda tematica: la liturgia e il rito. «La dimensione liturgica della vita di fede è quella meno viva nei giovani: la archiviamo come estranea. Tuttavia nelle nostre vite non mancano liturgie o riti quotidiani: pensiamo al modo di salutare o ai gesti scara­mantici prima di fare un esame all’università. Allora perché la liturgia, che denota il nostro essere cristiani, ci appare così distante? Da “giovani delle emozioni”, come spesso siamo definiti, crediamo che la liturgia debba essere entusiasmante ed emozionante».

Terzo tema: la speranza e la fiducia. «Non vogliamo accontentarci di vivacchiare, come se il piatto fosse abbondante, ma mancasse di sapore. Desideriamo cercare quella spezia che ha il gusto della speranza e della fiducia».

Quarto tema: le scelte di vita. «Ogni persona, prima o poi, si imbatte nelle grandi domande sul senso profondo dell’esistenza, sulla propria vocazione. Le nostre domande non sono diverse da quelle che si ponevano i nostri genitori o nonni. È però cambiato il mondo in cui trovare la risposta. Benché non cambino le domande né l’importanza della scelta, ci pare che il mondo adulto ci sconsigli di scegliere. Chiediamo di essere formati perché, a partire dalle piccole e grandi scelte della quotidianità, possiamo imparare a rileggere la nostra storia alla luce non solo della domanda “chi sono io?”, ma anche “Per chi sono io?”.

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