Redazione

È stato presentato al pubblico il testo che analizza e illustra l’incontro tra i volontari Caritas e 15mila bisognosi che nel 2005 si sono rivolti ai centri d’ascolto per chiedere sostegno economico, lavorativo o, sempre più spesso, di accompagnamento personale.

di Filippo Magni

Famiglie sull’orlo tra precarietà e povertà, genitori che perdono il lavoro ritrovandosi improvvisamente in situazione di crisi, conflitti tra coniugi che si traducono in carenze affettive ed economici. E ancora stranieri, immigrati che soffrono lo sradicamento dalla loro Patria di origine e faticano a vivere dignitosamente in Italia Sono loro i protagonisti del sesto Rapporto sulle povertà, testo redatto dalla Caritas ambrosiana e presentato in un convegno lo scorso mercoledì in via San Bernardino.

«Si tratta di un rapporto ben consolidato – ha spiegato don Roberto Davanzo, direttore della Caritas milanese -, dato che è giunto fino alla sesta edizione. Siamo orgogliosi di sottolineare – ha proseguito il sacerdote – che i dati inseriti nella relazione non sono presunti o stimati, ma raccolti personalmente dagli operatori di 63 centri d’ascolto (290 quelli presenti sul nostro territorio) della diocesi di Milano e provengono dall’incontro con quasi 15mila persone che a loro si sono rivolti». Per queste analisi, ha concluso don Davanzo, è doveroso ringraziare tutti i volontari Caritas, che «senza essere psicologi o sociologi, ma seguendo importanti corsi di formazione, si impegnano ad accompagnare chi ha bisogno».

Il sesto rapporto sulle povertà è raccolto e analizzato in un testo, edito da In dialogo (197 pagine, 12 euro), dal titolo “Gli equilibristi – tra vecchie povertà e bisogni emergenti”.

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