Per l'opera delle Adoratrici Perpetue a favore della comunità, nel centenario della loro presenza in città

di Luigi LOSA

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Festa dell’8 marzo “inconsueta” a Seregno: l’Amministrazione comunale ha infatti assegnato l’annuale “Premio Mimosa” alla comunità delle Suore Adoratrici Perpetue del SS. Sacramento, note in città come “Sacramentine”, dedite alla preghiera, al silenzio e all’ascolto di chi è in difficoltà sul piano spirituale.

Il riconoscimento, tradizionalmente assegnato dal 2004 a donne seregnesi protagoniste di vicende significative per la comunità civica, in campo sociale, assistenziale, educativo, culturale, imprenditoriale, sportivo, è stato consegnato questa mattina con una cerimonia privatissima nel Monastero delle religiose di clausura dal sindaco Alberto Rossi, accompagnato dalle tre esponenti  femminili della giunta: Laura Capelli, assessore ai servizi sociali, Ivana Mariani, assessore alle attività produttive, Federica Perelli, assessore all’istruzione e cultura.

A motivare la scelta – che ha sorpreso non poco la comunità e che è stata definita “controcorrente” dalla stessa Superiora, madre Daniela Pozzi -, è stato anche l’anniversario del centenario della presenza delle Adoratrici Perpetue in città che ricorreva lo scorso anno: le celebrazioni sono state condizionate dalla pandemia, che ha impedito allo stesso Arcivescovo, monsignor Mario Delpini, di presenziarvi.

La consegna della targa segno del premio è avvenuta, all’ombra di un grande albero di mimosa, nel giardino del Monastero, con tutte le suore a far da corona, molte delle quali provenienti dall’Africa e altre assai anziane (tra cui la centenaria suor Anna Profumo).

 

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