Un tempo prolungato e intenso perché l’uomo d’oggi, che avverte il Natale dall’accendersi per le strade dello shopping di mille luminarie, riscopra che sta arrivando non qualcosa (una festa come tante altre), ma Qualcuno

di monsignor Marco NAVONI
Dottore dell’Ambrosiana

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Molti si chiederanno probabilmente che cosa significhi la parola “avvento”; e forse anche chi pensa di sapere che cosa sia l’avvento, ignora l’origine di questa parola e alcune curiosità storiche che questo termine porta con sé. Oltretutto, se andiamo a consultare il calendario che teniamo appeso in casa, di quelli che ancora riportano i nomi dei vari santi e delle festività cristiane, con ogni probabilità sotto la domenica 13 novembre troveremo scritto “Avvento ambrosiano”, così come sotto la domenica 27 novembre troveremo scritto “Avvento romano”. La cosa dunque sembra complicarsi, se non altro perché quell’aggettivo “ambrosiano”, contrapposto a “romano”, sembrerebbe voler dire che noi milanesi vogliamo a ogni costo far diverso da tutti gli altri, anche sui calendari!

Cominciamo dunque dall’inizio. “Avvento” è parola che deriva dal latino, e letteralmente significa “arrivo”, “venuta”. La usavano i sovrani dell’epoca antica, soprattutto in Oriente, per indicare il rituale con il quale celebravano il loro arrivo solenne (appunto, il loro “avvento”) in una città, e pretendevano di essere accolti, il più delle volte a torto, come benefattori e divinità. Fu dunque una scelta velatamente polemica quella della liturgia cristiana quando volle usare questo termine per indicare la “venuta” in mezzo agli uomini, nella grande città di questo mondo, del vero benefattore, del vero elargitore di salvezza e redenzione, cioè Gesù Cristo, nato a Betlemme.

Il vero “avvento” dunque, quello in senso proprio, coinciderebbe di per sé con la festa di Natale; ma spontaneamente tale parola si allargò a indicare il periodo di preparazione alla festa del 25 dicembre. Sennonché ci si pose questo problema: quanto deve durare la preparazione al Natale? La soluzione più antica, che il rito ambrosiano ha conservato fino a oggi, fu quella di “costruire” il periodo di preparazione al Natale su imitazione del periodo di preparazione alla Pasqua, cioè la quaresima. E dunque, come la quaresima è scandita su sei domeniche, così anche l’avvento venne “costruito” su sei domeniche. E quest’anno il 13 novembre è esattamente la sesta domenica prima di Natale: per l’appunto l’inizio dell’avvento ambrosiano. In epoca più recente il rito romano abbreviò questo periodo a “sole” quattro domeniche: ed ecco spiegata la differenza di calendario e la dicitura “avvento romano” per il giorno 27 novembre prossimo venturo.

Verrebbe dunque da dire che a Milano si è conservata l’esigenza di un tempo più prolungato e più intenso per prepararsi al Natale. Probabilmente all’uomo d’oggi, distratto da tante cose superflue, indotto ad accorgersi che sta arrivando il Natale solo perché vede accendersi per le strade dello shopping mille luminarie, anche questi dettagli dell’antico calendario liturgico, con il termine “avvento”, forse un po’ arcano e velatamente esoterico, rammenta che sta arrivando (tra sei domeniche per gli ambrosiani) non qualcosa (una festa come tante altre), ma Qualcuno.

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