Il Vicario episcopale monsignor Giampaolo Citterio commenta l’incontro tra l’Arcivescovo e i sacerdoti della Zona IV sui contenuti della Lettera pastorale

di Francesca LOZITO

Una bella mattinata ricca di spunti e riflessioni. È soddisfatto, monsignor Giampaolo Citterio, vicario episcopale della Zona IV, per l’incontro avvenuto oggi tra l’Arcivescovo di Milano Angelo Scola e i sacerdoti del suo territorio.

La Zona conta 330 preti e 27 diaconi, su una popolazione complessiva di 990 mila abitanti, con 71 Comuni e 160 parrocchie. Sala dell’auditorium degli Oblati di Rho gremita, trecento i presenti tra sacerdoti e diaconi: «Una bella esperienza di Chiesa – la definisce così Citterio -. Prima di tutto abbiamo pregato assieme, poi c’è stato ampio spazio per la conversazione e lo scambio di pareri». Presente all’incontro anche monsignor Renato Corti, vescovo emerito di Novara, che oggi vive presso la casa degli Oblati. «Abbiamo trascorso la prima parte della mattinata nel dialogo – spiega monsignor Citterio -, sul modo in cui sta crescendo il confronto sulla lettera pastorale Il campo è il mondo. Un dialogo costruttivo e rinfrancante per l’Arcivescovo e per tutti i partecipanti».

Tra i punti più importanti del confronto il fatto «che non è necessario fare cose nuove, affaticarsi nell’individuare strategie. È importante invece vivere con intensità il presente, le relazioni buone con chi si ha intorno. Mettere in gioco la propria umanità. Perché siamo tutti raggiunti, sacerdoti e laici, dalla stessa parola». Trovandosi a Rho, l’Arcivescovo ha voluto ricordare anche come la buona riuscita dell’Expo 2015 «non dipenderà dalla quantità di visitatori, ma da come metteremo in atto le relazioni buone con persone diverse. Perché chi ha vissuto l’incontro con il Signore è capace di farlo incontrare con gli altri».

Altro passaggio importante sottolineato ai sacerdoti, continua monsignor Citterio, è stata «la capacità non tanto di dare risposte, quanto di suscitare domande» Perché oggi abbiamo bisogno «di una Chiesa viva, che testimoni la fede». Dai sacerdoti, invece, è venuta la sollecitazione a domandare «come vivere al meglio un vissuto pastorale sempre pieno di fatiche lavorative, di programmi e realtà da portare avanti». E poi come mettere assieme al meglio le diversità dei sacerdoti, chiamati a testimoniare anche la comunione tra loro. «Siamo fragili e deboli – afferma il vicario di zona IV -, ma se lavoriamo uniti siamo seme della presenza del Vangelo». Scola ha voluto infine sottolineare l’importanza della casa degli Oblati, dove assieme ai sacerdoti ha condiviso il pranzo.

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