Un'esperienza di gioia, di vita vera: ecco che cosa significa davvero appartenere alla Chiesa

di Pierantonio TREMOLADA
Vicario episcopale

lettera pastorale

La fede si professa attraverso la parola, ma anche e soprattutto attraverso la vita. Può essere proclamata, ma prima di tutto esige di essere testimoniata. Credere è agire, operare, attivarsi.

Che forma debba assumere questo agire l’uomo però non lo decide da sé. Non si tratta semplicemente di una opinione personale. La forma cristiana della vita si riceve da Cristo stesso, perché è modellata su di Lui. Chiunque la assume condivide uno stile di vita ed entra a far parte di una comunità che incarna nel mondo la novità della redenzione. La fede è perciò un modo di essere e di agire condiviso, una maniera comune di interpretare l’esistenza, un collocarsi all’interno della storia avendo delle coordinate precise e delle direttrici chiare. È obbedienza a una rivelazione che ha dato all’umana esistenza un’impostazione nuova.

Parliamo così (il nostro Arcivescovo lo fa sempre al numero sei della sua lettera pastorale) della fede come di una “appartenenza”. Credere è sentirsi parte di una realtà di bene nella quale siamo innestati; è avere radici, trovare il proprio contesto vitale, non sentirsi abbandonati e disorientati. Siamo accomunati da un’esperienza di grazia che non si è limitata a produrre un’emozione passeggera. Al contrario, la rivelazione di Dio ha dato una forma nuova alla vita. È di questo che noi facciamo esperienza quando sperimentiamo con verità l’appartenenza alla Chiesa. Non si tratta di regole esterne da osservare, di rigide procedure a cui attenersi, di solenni cerimoniali cui sottoporsi. Tutto questo sarebbe lettera fredda – direbbe San Paolo – non spirito vivificante. L’appartenenza alla Chiesa è esperienza di vita vera, è gioia della salvezza annunciata dalle sante Scritture, celebrata nei Sacramenti, sperimentata nella vita fraterna, testimoniata dai santi e dai profeti di ogni tempo, approfondita dal pensiero illuminato dei teologi e del Magistero.

C’è un “noi” della fede che viene a coincidere con la realtà santa della Chiesa. La fede cristiana è infatti fede del popolo di Dio, realmente personale, ma mai puramente privata. È la fede di chi si scambia nel nome di Gesù il segno della pace; di chi non può accettare che qualcuno sia bisognoso; di chi fa dell’amore reciproco la bussola della propria vita; di chi si sforza continuamente di perdonare; di chi pone la propria intelligenza a servizio del bene comune. Una via di luce si è aperta nella storia con la morte e risurrezione di Cristo. Chi la percorre entra nella vita eterna. Ma mentre la si percorre si comprende che è già vita eterna questo riuscire a stare uniti nel nome di Gesù e questo sentirsi partecipi sin d’ora di ciò che è proprio di Dio.

da Avvenire, 02/02/2013

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