In occasione della XX Giornata mondiale l’Arcivescovo ha celebrato la messa a Santa Maria di Lourdes ricordando il valore dell'accoglienza durante la sofferenza

di Maria Chiara CATANIA

giornata del malato

Un accorato applauso ha accolto il Cardinale Angelo Scola all’ingresso della Chiesa di Santa Maria di Lourdes dove nel pomeriggio ha celebrato la Santa Messa in occasione della XX Giornata mondiale del malato, istituita dal beato Giovanni Paolo II per sensibilizzare i cristiani e la società civile alle tematiche della salute e della malattia, della vita e della morte. “I nostri malati – ha affermato il Cardinale – sono una presenza salutare perchè ci fanno riflettere sul destino che ci attende fin da ora, e non soltanto oltre la vita”. L’omelia, infatti, è stata dedicata in particolare a tutti coloro che ogni giorno, con le proprie sofferenze, rinnovano il sacrificio attraverso cui Cristo ha salvato l’umanità. “Voi malati siete un prezioso richiamo per noi tutti – ha proseguito il cardinale – L’uomo quando sta bene non sempre riflette sul senso pieno della sua vita e del suo quotidiano”. Il messaggio del cardinale di condividere l’esperienza di sofferenza come esperienza propria dell’umanità è rivolto a tutti perchè la comunità intera è destinata a quello che il cardinale ha definito “un atteggiamento di soccorso”, che si concretizza nella preghiera quotidiana di intercessione alla Vergine. Ma “la domanda di salute rappresenta anche la domanda di salvezza, cioè la liberazione dal nostro essere creature finite”. Nel sentimento di condivisione è racchiuso l’amore gratuito che Dio offre all’uomo e che si compie anche durante la malattia. “Bisogna avere sete di questo amore – ha continuato il cardinale – per affrontare questo sentimento anche durante le sofferenze più gravi”. Questa è la testimonianza più autentica e preziosa della Fede, “espressione dell’amore della Trinità che trionfa e vince su tutto, anche sulla malattia e sulla morte”. E’ proprio nella fede che si compie la prova di coloro che soffrono, prova che è bene “offrano ai sacerdoti e ai giovani, affinchè possano riflettere sugli argomenti decisivi della vita, ai bambini e agli anziani e a tutta la grande famiglia che è la Chiesa”. Il tema proprio della giornata, “L’accoglienza del malato in famiglia”, che si inserisce nell’ambito delle quattro tradizionali giornate sociali (29/1 Festa della Famiglia,5/2 Giornata per la Vita, 11/2 Giornata mondiale del malato, 12/2 Giornata per la Solidarietà) che tra gennaio e febbraio intendono mettere l’attenzione su famiglia, vita, lavoro, solidarietà e mondo della sofferenza, si eleva come presa di coscienza comune, sia per coloro coinvolti direttamente e che si trovano ad accudire un familiare malato ogni giorno, sia per coloro i quali la sofferenza è un’esperienza lontano dal proprio vissuto. Questa giornata assume un valore ancora più importante quest’anno, nell’anno della Famiglia, che verrà celebrato a maggio e che richiamerà in città famiglie provenienti da tutto il mondo. Ancora una volta, è la condivisione a rendere unica la vita di ogni uomo e a renderci fratelli: “Dio è vicino ad uno ad uno con un tratto distintivo”, ha infine concluso il cardinale che si è infatti poi rivolto ad ogni singola persona: “Carissimo fratello, voglio dirti che questa prova ha un senso, è il dono attraverso cui Gesù si presenta all’uomo di oggi come grande speranza per il suo futuro, è il conforto che Dio non vi lascerà mai mancare. Non sarete mai soli e anche la prova più grave si può trasformare nel tempo in un grande dono”. Un grazie particolare va ai numerosissimi volontari dell’Unitalsi e dell’Oftal presenti che con il loro impegno, giorno dopo giorno, rendono il dono dell’amore di Dio più tangibile e vicino e che accompagnano i malati nel percorso di malattia. In proposito il cardinale ha ricordato il pellegrinaggio diocesano a Lourdes che accompagnerà a settembre.

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