Lo ha detto il cardinale Angelo Scola parlando ai consiglieri della Fondazione Centesimus Annus Pro Pontefice venuti con le loro famiglie in Arcivescovado per il tradizionale scambio di auguri.

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«Questa politica incartata non è più capace di intercettare la vitalità della società civile, speriamo che se ne esca». Lo ha detto l’Arcivescovo di Milano, il cardinale Angelo Scola, ieri sera ai consiglieri della Fondazione Centesimus Annus Pro Pontefice venuti con le loro famiglie in Arcivescovado per il tradizionale scambio di auguri.
Dopo l’intervento del past president della Fondazione, il conte Lorenzo Rossi di Montelera e del referente milanese, il professore Francesco Sansone, l’Arcivescovo ha espresso la necessità di «costruire una democrazia che non riduca tutto a pure procedure», affinché la società plurale e potenzialmente conflittuale di oggi colga «il bene politico dello stare assieme».
Secondo l’Arcivescovo la strada per evitare tale rischio è mettere in primo piano la società e i corpi intermedi. Il Cardinale ha sottolineato che proprio la società civile è molto vitale: «Quando visito le parrocchie e le cittadine della diocesi di Milano, scopro centinaia di associazioni di diversa natura. Ma tra la vitalità della società civile e la politica non c’è raccordo». Secondo l’Arcivescovo per ristabilire questo rapporto  «proprio la dottrina sociale della Chiesa rappresenta una grande risorsa».
La fondazione Centesimus annus, promuove lo studio e la diffusione della dottrina sociale nella chiesa nel mondo. Attualmente è presente in 16 paesi.

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